La protesta Gorila fa una pausa a Bratislava, prosegue in altre città

La quarta protesta Gorila, che avrebbe dovuto aver luogo domenica 19 febbraio, e comprendere una marcia verso il quartier generale del gruppo finanziario Penta nel quartiere di Petrzalka, è stata annullata martedì. Gli organizzatori hanno deciso di rinviare l’azione di protesta e hanno pubblicato la decisine su Facebook. «Questo non significa che le proteste sono concluse», ha detto Lucia Gallova, una degli organizzatori, «sono solo rimandate». L’organizzazione ha ammesso che la marcia contro Penta, l’azienda fortemente coinvolta nel cosiddetto dossier Gorila, presunte trascrizioni di incontri segreti con politici e funzionari per discutere di privatizzazioni, era un’iniziativa avventata i cui rischi non erano stati pienamente considerati.

Ora, più che fare marce di protesta, gli organizzatori vorrebbero maggiormente focalizzare l’attenzione dei loro sostenitori su discussioni pubbliche, reali o via web, per sviscerare i temi aperti con le richieste al mondo politico, come la cancellazione dalle liste elettorali delle persone che appaiono compromesse nel caso Gorila. La prima discussione pubblica dovrebbe tenersi proprio oggi, venerdì 17 febbraio.

Intanto, i politici affermano di non poter rispondere alle richieste fatte dalla protesta Gorila, in quanto ufficialmente non hanno ricevuto nulla da parte degli organizzatori ma, a parte il Partito Nazionale Slovacco (SNS), gli altri partiti hanno in generale accondisceso ad aprire un dialogo con i manifestanti. L’ex Ministro degli Interni Robert Kalinak (Smer), ha detto comunque che è d’accordo con la richiesta di eliminare coloro coinvolti nello scandalo Gorila, ma gli elettori avranno l’opportunità di farlo direttamente nelle prossime elezioni generali.

Nel frattempo, pur sospese a Bratislava, altre proteste dovrebbero continuare oggi a Martin, Ruzomberok e Presov, sempre a partire dalle 16, come è stato concordato ieri in un  incontro a Bratislava. Le manifestazioni anti-corruzione dovrebbero poi culminare nelle grandi marce del 9 marzo, il giorno prima delle elezioni parlamentari.

Tra le richieste delle proteste Gorila vi sono un’indagine completa sul caso Gorila, le dimissioni di tutti i politici sospettati di corruzione, e la loro conseguente incriminazione. Si chiede inoltre la cancellazione dell’immunità dei parlamentari nei procedimenti penali (dopo che giorni fa è stata rimossa l’immunità per le infrazioni minori), una modifica al sistema elettorale per consentire agli elettori di scegliere tra i candidati per regione e non solo dalle liste di partito nazionali, e un cambiamento delle regole per rendere più facile indire un referendum.

(La Redazione)

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