Un’ungherese 99enne cita la Slovacchia alla Corte europea per la legge sulla cittadinanza

La famiglia della signora 99enne di etnia ungherese Aladar Tamas intende chiedere alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo di dichiarare che la donna è stata illegalmente privata della sua cittadinanza slovacca per aver acquisito la cittadinanza ungherese. La figlia della donna, Judit Tamas, che vive in Ungheria, ha detto mercoledì che l’avvocato Zoltán Lomnici, vice presidente della sezione giovanile del Consiglio per la dignità umana, si è impegnato a sostenere il suo caso gratuitamente.

All’anziana Tamas, residente a Rimavska Sobota (regione di Banska Bystrica), è stata concessa la cittadinanza ungherese lo scorso aprile con procedura accelerata, vista la sua età. Un ente locale le ha poi chiesto di restituire i suoi documenti slovacchi agli inizi di dicembre 2011. L’altra sua figlia che vive con lei, di 66 anni, è nella stessa situazione.

La legge slovacca sulla cittadinanza ha previsto nel 2010 la perdita della cittadinanza slovacca a coloro che avrebbero richiesto ed ottenuto un’altra cittadinanza straniera. La legge era uscita come reazione a una legge ungherese che offriva procedure semplificate ai cittadini di origine magiara che vivono all’estero, riferendosi in maniera specifica a quelli che vivono nella storica area della Grande Ungheria, che comprendeva fino alla prima guerra mondiale anche parte di Slovacchia, Romania e Serbia. In base alla legge, le autorità locali slovacche sono obbligate a informare della doppia cittadinanza le autorità centrali perché provvedano a privare quelle persone della loro cittadinanza slovacca. Fino ad ora dovrebbero essere appena un paio di centinaia i cittadini slovacchi ai quali è stata tolta la cittadinanza.

(Red)

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