Le imprese che producono la propria energia si ribellano alle tariffe SEPS

Un certo numero di aziende che generano e consumano propria energia elettrica in Slovacchia lamentano che i costi che pagano all’operatore di rete statale SEPS (la società di trasmissione elettrica) stanno minacciando la loro sopravvivenza. Fino alla fine del 2011 le imprese versavano solo un terzo delle cifre attuali, ma le cose sono cambiate a seguito di una iniziativa dell’autorità di regolamentazione delle industria di rete URSO che ha cancellato quel privilegio. Di conseguenza, dal gennaio 2012 le imprese devono pagare l’intera somma a SEPS, ha scritto oggi il quotidiano Hospodarske Noviny.

«Le spese sono aumentate del 300%. È un onere piuttosto pesante per noi. Se continua così, il fallimento non è così impossibile», ha detto Miroslav Svabik, portavoce dell’impresa Bukoza Holding, attiva nel settore legno e che possiede il produttore di energia Bukoza Energo. La US Steel Kosice, la più grande acciaieria del Paese, ha minacciato di presentare una istanza di arbitrato contro la Slovacchia per il forte incremento dei prezzi dell’energia.

I partiti di tutto l’arco parlamentare hanno promesso di annullare il provvedimento. I parlamentari della coalizione di centro-destra mirano a farlo attraverso un pacchetto di provvedimenti energetici, uno dei quali – presentato dal Ministro dell’Economia Juraj Miskov (SaS) – è stato però bocciato di recente dai legislatori di centro-destra. Il partito di sinistra Smer, invece, informa dell’intenzione di aprire una discussione con URSO e «spingere per un approccio più appropriato», come ha detto l’ex Ministro dell’Economia Lubomir Jahnatek, che conta di poter avere almeno uno sconto del «30-50 per cento».

(Fonte HNonline)

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