Frantisek Miklosko in Nagorno-Karabakh: l’UE inizi colloqui per l’adesione del Paese

Un “quasi” incidente diplomatico è avvenuto nei giorni scorsi nella Repubblica del Nagorno-Karabakh, quando l’ex deputato slovacco Frantisek Miklosko si è recato per una visita nel Paese, dove era già stato nel 2010. Il Nagorno-Karabakh è un vero e proprio Stato democratico, ha detto. Come osservatore alle ultime elezioni nel Paese, ha detto in una conferenza stampa, «ho visto che qui la tutela dei diritti umani corre più veloce di molti altri paesi». Secondo lui, la comunità internazionale dovrebbe aiutare il Nagorno-Karabakh a rafforzare ulteriormente la propria statualità, e l’Azerbaijan dovrebbe prendere esempio.

Queste parole hanno alzato un velo di polemiche da parte dell’Azerbaijan, che non ha riconosciuto l’autoproclamata indipendenza della Repubblica che si trova nel suo territorio – con l’obiettivo un giorno di riunirsi all’Armenia, a cui appartiene culturalmente. L’indipendenza, del resto, non è stata riconosciuta da nessuno Stato.  L’Ambasciata della Repubblica Slovacca a Mosca, per calmare gli animi, si è affrettata ieri a dichiarare che la visita di Miklosko, che ora non ricopre alcuna carica ufficiale in Slovacchia, è stata un’iniziativa completamente privata.

Secondo Miklosko, che fu primo Presidente del Parlamento Slovacco dopo la Rivoluzione di Velluto, il Nagorno-Karabakh si è impegnato a preservare la cultura cristiana, mentre l’Europa ha preso le distanze dalle sue radici cristiane. «Il Nagorno-Karabakh è una sfida per l’Europa a questo proposito», ha detto, sottolineando che l’Unione Europea dovrebbe avviare negoziati di adesione al più presto con l’Armenia, includendovi anche il Nagorno-Karabakh e l’Azerbaijan. Secondo lui il Nagorno-Karabakh e come Berlino Ovest, che sopravvisse al blocco comunista soltanto grazie al sostegno dell’Occidente.

Miklosko si è rammaricato del fatto che la situazione degli investimenti nella regione è piuttosto complicata a causa della possibilità di un’operazione militare contro l’Iran, e dell’impossibilità per il Paese di garantire la sostenibilità dei programmi di investimento. Nel febbraio dello scorso anno si è recato nella regione un gruppo di imprenditori slovacchi, insieme ad altri da Austria e Repubblica Ceca, interessati a progetti nei settori energia, agricoltura e costruzioni. Imprenditori slovacchi starebbero già attuando programmi nella località che funge da capitale, Artsakh. Inoltre, sono stati firmati accordi di cooperazione nel campo dell’istruzione, con l’Università Paneuropea di Skalica che coopererà con l’ateneo di Artsakh realizzando scambi di studenti e docenti, il che permetterà agli studenti locali di acquisire un diploma universale europeo, programma finanziato dalla Fondazione di Visegrad. La stessa università slovacca aveva raggiunto un accordo nel 2009 con l’Università russo-armena di Yerevan (Armenia). Un simposio sulla situazione del Nagorno-Karabakh si dovrebbe poi tenere a maggio di quest’anno nella città slovacca di Skalica. Secondo Ashot Grigoryan, presidente del Forum delle Associazioni armene in Europa, questa è una prova del fatto che la Slovacchia riconosce l’indipendenza di Atsakh.

Frantisek Miklosko è stato a Yerevan, capitale dell’Armenia, dove ha ricevuto un premio dal presidente dell’Assemblea nazionale, e dove ha spiegato che «l’Europa occidentale non è ancora arrivata a capire che il genocidio armeno è servito come base per i genocidi nazisti e comunisti». Da notare che il Parlamento slovacco ha adottato un disegno di legge che criminalizza la negazione del genocidio armeno, provvedimento preso anche in Francia poche settimane fa con il conseguente congelamento dei rapporti con la Turchia come conseguenza.

Frantisek Miklosko, ex deputato ed ex membro del Movimento Cristiano-Democratico (KDH), si è candidato due volte alle elezioni presidenziali slovacche senza successo. Uscito da KDH, nel 2008 ha creato con, fra gli altri, Vladimir Palko, il partito Conservatori Democratici della Slovacchia (KDS), che non si presentò alle parlamentari del 2010. Nell’attuale tornata elettorale anticipata il partito aveva aderito all’invito di Gente Ordinaria e Personalità Indipendenti, e aveva candidato le sue migliori personalità nella lista di quel partito. Dopo l’uscita del leader del partito Igor Matovic sull’obbligatorietà per i candidati OL di sottoporsi al test della verità sulla questione della corruzione politica, Miklosko e Palko, insieme a una serie di altri candidati, si sono ritirati. In passato anche Jan Carnogursky (uno dei fondatori di KDH, ex Primo Ministro della Slovacchia post-1989 ed ora ritirato dalla politica attiva) si era complimentato per la strada intrapresa dal Nagorno-Karabakh verso uno sviluppo democratico.

(La Redazione)

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