Proteste in Grecia, la speculazione attacca, Spagna Portogallo ed Irlanda tremano

E’ oggi, e non meteorologicamente, una giornata calda sul Partenone. Attesi 100 000 manifestanti, espressione di una corsa al malessere che sembra mancare di un qualsiasi elemento propositivo. Se questa è la risposta che Bruxelles si attendeva per aver salvato la Grecia dall’insolvenza, il dispiacere non mancherà. Negozianti e piccoli imprenditori uniti ai lavoratori del pubblico impiego contro tutti, nell’interesse personale. Colpisce e dispiace. Capisce invece la speculazione, già pronta ad un nuovo tiro al bersaglio. Spagna, Portogallo, Spagna i tre prossimi agnelli sacrificali. Zapatero si infuria, bollando come ridicole le accuse che la Spagna abbia richiesto, a propria volta, aiuto al FMI. Forse sarà vero. Ma non crediamo che in un Paese dove la disoccupazione è al 23 percento si possa stare tanto tranquilli. Si vota nel fine settimana in Gran Bretagna. Uscita “immune” dall’intervento al capezzale di Atene. A tanti non è dispiaciuto affatto, l’Europa dall’altra parte della Manica sembra sempre più lontana. Non ci dispiacerebbe che, al calare dei doveri, calassero anche i diritti. Non si può sempre entrare come ospiti ai pranzi nuziali, verrebbe da dire. Senza portare, almeno, un segno di amicizia. Il dollaro recupera e tocca i nuovi massimi annuali sull’Euro. Crediamo con il piacere di Jean-Claude Trichet. Meglio dare competitività al sistema, e favorire la ripresa dell’export, che temere per un po’ di inflazione importata. Vecchia ricetta, medicina senza scadenza. E mentre tutto sembra frammentarsi, iniziano i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. E’ stata una bella pagina, per piacere non la raccontiamo male ai giovani di oggi. Auguri Italia. Auguri Europa.

(Ettore Bellucci)

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