Vaclav Havel: proposta di legge speciale a Praga che onori il suo posto nella storia ceca

L’ex Presidente-drammaturgo Vaclav Havel, che ha chiuso il suo conto con il mondo terreno nel dicembre scorso, figura di spicco della Rivoluzione di Velluto, potrebbe avere l’onore di una legge al Parlamento di Praga che conferma il suo ruolo speciale nella storia ceca. Leggi di questo tenore sono state approvate soltanto in altri tre casi dopo la formazione della Cecoslovacchia nel 1918. Si trattava di tre statisti che contribuirono alla creazione dello Stato cecoslovacco dalle ceneri della Grande Guerra e che dettero l’avvio alla Prima Repubblica Cecoslovacca: il primo Presidente Tomas G. Masaryk, il suo successore Edvard Benes, entrambi cechi, e lo slovacco Milan Rastislav Stefanik, astronomo, leader militare e diplomatico, oggi eroe nazionale della Slovacchia indipendente.

Tuttavia, la legislazione speciale per Havel non è assicurata, per il fatto che, oltre ai parlamentari del Partito Comunista, molti deputati di centro-sinistra, i socialdemocratici del CSSD hanno votato contro la mozione o si sono astenuti – e questi hanno la maggioranza alla Camera alta (il Senato ceco). «Václav Havel ha servito per la libertà e la democrazia», ​​si legge nella mozione alla Camera bassa del Parlamento ceco presentata la scorsa settimana, votata da 136 dei 165 deputati presenti su 200. Ora il provvedimento urgente (che prevede una sola lettura in ciascuna Camera del Parlamento), sarà presentato al Senato, e se passa sarà inviato al Presidente Vaclav Klaus per la firma.

«Havel è tra le persone più importanti della storia moderna ceca e sicuramente tra le persone più significative nel mezzo secolo della nostra storia», sono state le parole del Primo Ministro ceco Petr Necas nel presentare il disegno di legge.

Havel, tra i dissidenti più noti della stagione rivoluzionaria pre-1989 come il suo amico polacco Lech Walesa, divenne il primo Presidente della Cecoslovacchia post-comunista e in seguito della Repubblica Ceca dopo la separazione della Slovacchia. È morto il 18 dicembre 2011 all’età di 75 anni. Alcuni osservatori internazionali e slovacchi lo accusano di non aver fatto il possibile per evitare la divisione della Cecoslovacchia nei primi anni Novanta; avrebbe secondo loro potuto indire un referendum popolare che forse difficilmente avrebbe sancito la scissione.

(La Redazione)

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