Campagna elettorale al vetriolo in Slovacchia. Pravda: la peggiore da 22 anni

Il quotidiano Pravda scriveva sulle prime tre pagine dell’edizione di ieri della campagna elettorale in vista delle elezioni anticipate del 10 marzo, e la descriveva come la più sporca degli ultimi 22 anni. Non solo i partiti politici stanno combattendo con i rivali tradizionali e i media, ma stanno anche sferrando colpi sotto la cintura ai loro ex alleati. La gente, scriveva il giornale, ha perso fiducia nei politici che non riescono a risolvere i loro problemi e nemmeno sono in grado di spiegare da dove vengono le loro proprietà.

«La situazione che è emersa testimonia il fatto che è più che necessario un cambiamento dell’élite politica in questo momento. Non solo la Slovacchia, ma l’Europa intera è sommersa da casi di corruzione che sono venuti in superficie, e non è possibile ipotizzare che coloro che sono in politica da molto tempo non siano coinvolti in tutto questo», ha detto l’analista politico Tomas Koziak. «È vero che lo scandalo Gorila è stato cronometrato per le elezioni, ma sarebbe venuto alla luce comunque, anche se non avessero avuto luogo le elezioni anticipate», ha dichiarato Koziak, aggiungendo che l’attuale crisi non è solo economica , ma anche «sociale e morale».

L’analista Rastislav Toth ha sottolineato che un numero di partiti stanno combattendo per la loro stessa sopravvivenza, perché il sostegno dei loro elettori si aggira intorno al 5%, soglia minima richiesta per ottenere seggi in Parlamento. I partiti di centro-destra sembrano aver rinunciato alla speranza di poter formare una coalizione insieme, e l’animosità non potrà che aumentare se la sinistra (Smer-SD) forma un Governo con il più forte di loro.

In effetti, dopo l’appello del leader di SDKU Mikulas Dzurinda alle forze di centro-destra di smetterla di litigare perché questo può solo portare la sinistra a vincere le elezioni del 10 marzo, gli ha risposto Bela Bugar, capo di Most-Hid (che negli ultimi sondaggi è dato per secondo partito di destra dopo KDH), dicendo che è troppo tardi per un accordo elettorale dato che mancano appena 30 giorni all’appuntamento elettorale anticipato. Avevo, ha detto Bugar, già «proposto una più stretta cooperazione […] già due volte nell’autunno 2011 e non siamo mai arrivati ​​a un accordo. Sembrava mancare la volontà», ha detto Bugar.

L’analista politico Laszlo Ollos ha letto le dichiarazioni di Dzurinda come tentativo per distogliere l’attenzione dallo scandalo di corruzione contenuto nel dossier Gorila, che sta causando al partito un danno immenso. Ollos ha detto che la possibilità di Smer di formare una coalizione con uno o più partiti di destra dipenderà da quello che Smer sarà disposto ad offrire.

Sempre Bugar ha detto in un’intervista  per Tasr che nuove facce nell’agone politico non daranno alcuna garanzia di essere meglio di quelle passate. Secondo lui, persone inesperte, che magari sono stati dirigenti che non hanno mai dovuto ricorrere a compromessi, non saranno adatti alla scena politica. «La politica è l’arte del compromesso», ha detto Bugar, l’intransigenza in politica non paga. E ha fatto l’esempio del partito SaS che ha voluto andare avanti nella sua lotta contro il fondo salva-stati EFSF, provocando così la caduta del Governo e le elezioni anticipate. Bugar ha comunque espresso comprensione per la disillusione della gente nei confronti dei politici. È naturale, «ci si aspettava molto di più dalla coalizione di destra. Aggiungi a questo gli scandali, e sarei deluso anche io se fossi nei loro panni», ha ammesso. Ha poi esortato i giovani che entrano in politica a trovare dei modi per affrontare i problemi, come la disoccupazione, i problemi sociali e il coinvolgimento della Slovacchia nel salvataggio della Zona Euro, piuttosto che semplicemente studiare slogan orecchiabili.

Ma le proteste di queste settimana qualcosa hanno cambiato anche nella visione dei partiti. Lo stesso Most-Hid ha proposto più trasparenza, l’introduzione massiccia delle aste elettroniche nelle gare pubbliche, e modifiche al sistema di assegnazione di posti direttivi nelle imprese statali. Questa, secondo Bugar, è una risposta del partito allo scandalo Gorila.

Si fa sentire al riguardo anche il vice presidente dei Cristiano-Democratici (KDH) Pavol Hrusovsky, che ha detto che il comportamento di SDKU-DS mina la futura cooperazione dei partiti di destra. Hrusovsky ha sostenuto che è rimasto sorpreso dalle dichiarazioni di Mikulas Dzurinda che suppone vi sia una correlazione tra il comportamento passivo di KDH nella mozione spinta da SDKU perché il Presidente Gasparovic finalmente nomini il Procuratore generale nella figura di Jozef Centes, e una potenziale cooperazione post-elettorale tra KDH e Smer-SD. Hrusovsky ha definito l’uscita di Dzurinda una mossa populista e ha detto che l’appello di SDKU nei confronti del Presidente era solo un gesto vuoto e, come tale, non ha ricevuto alcun sostegno da KDH.

Si registra intanto un cambio di tono nelle esternazioni del leader del Partito Nazionale (SNS) Jan Slota, che dopo quasi due anni di accuse non disdegnerebbe un accordo post-elettorale con i socialdemocratici di Smer-SD. «Una tale combinazione è nel regno del possibile», ha detto, prefigurando una mini-coalizione che ricorda quella del Governo 2006-2010 ove era anche presente Meciar con il suo HZDS.

(La Redazione)

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