Protesta “Gorila 2.1” tenta di bloccare porte Parlamento. Venerdì nuove manifestazioni

L’attivista civile Robert Mihaly, una delle figure principali nella protesta Gorila, insieme a circa 40 colleghi ha tentato ieri, martedì 7 febbraio, di bloccare l’accesso al Parlamento per mezzo di una catena umana. Il loro tentativo, tuttavia, è stato bloccato dalle guardie parlamentari. Il gruppo ha fatto quest’azione dopo che a Mihaly è stato impedito dalle guardie di accedere alla balconata dei visitatori della camera parlamentare, dicendogli che poteva invece seguire il dibattito su uno schermo nella sala cinematografica del Parlamento.

Mihály ha lamentato una violazione dei suoi diritti costituzionali, e poi ha organizzato la catena umana. Questa protesta è stata definita da Mihaly come Gorila protest 2.1, riferendosi alla protesta Gorila n. 2 tenutasi venerdì scorso nelle strade di Bratislava, e una terza protesta prevista per questo venerdì.

I manifestanti hanno gridato “Vergogna!” e “Tradimento!” nel tentativo di ottenere l’attenzione dei deputati per incontrarli. Alcuni dipendenti parlamentari che erano fuori dall’edificio al momento della protesta sono stati costretti ad utilizzare gli ingressi laterali.

Intanto, già sabato scorso gli organizzatori della protesta Gorila II si erano detti pronti a continuare le manifestazioni, anche se allora le date esatte non erano ancora note, «ma continueremo senz’altro», aveva affermato una nota di uno degli organizzatori, Peter Pcolinsky, inviando i ringraziamenti a tutti i sostenitori della causa e sottolineando nuovamente la dissociazione degli organizzatori dai disturbi provocati dagli estremisti a Bratislava dopo la protesta di venerdì, lasciando intendere il sospetto che queste persone potrebbero essere pagato da qualcuno per sviare l’attenzione del pubblico dal vero contenuto della protesta.

La manifestazione di venerdì scorso aveva visto in contemporanea agire la protesta in sette città della Slovacchia. Oltre a Bratislava, altri raduni minori si sono realizzati a Kosice, Nitra, Zilina, Trencin, Presov e Zvolen. Solo nella capitale si sono avuti disordini di qualche peso, che hanno portato a uno scontro con la Polizia con alcuni contusi tra gli agenti e sette persone fermate tra i manifestanti più esagitati.

Continua a far discutere la sentenza della corte distrettuale di Bratislava I di bloccare l’uscita del libro del giornalista Nicholson sul caso Gorila. Dopo il Sindacato dei giornalisti, l’International Press Institute e alcuni uomini politici, si è fatta sentire anche l’Alleanza Fair-Play, ONG a difesa della trasparenza politica, che ha dichiarato che è un abuso della libertà di espressione e dei diritti costituzionali dei cittadini. «In casi come Gorila sono i giornalisti che svolgono un ruolo fondamentale», ha detto Peter Kunder dell’ONG. «Molti casi sospetti non sarebbero mai stato indagati se non fosse per il loro lavoro». Secondo la Corte, l’azione contro Nicholson (che prevede anche la consegna da parte del giornalista di ogni materiale attinente al libro in suo possesso) non è censura. Si tratta invece del diritto di un individuo alla protezione personale e alla sua privacy, che prevale sulla pubblicazione del libro. Al giudice Branislav Kral, che ha emesso la sentenza, qualcuno nel fine settimana aveva rotto il vetro di una portiera davanti alla sua casa in un villaggio vicino a Bratislava.

Secondo il capo di Smer-SD, Robert Fico, dietro al divieto ci potrebbe essere la “lunga mano” di Lucia Zitnanska, Ministro della Giustizia e personaggio di spicco nel partito SDKU.

(La Redazione)

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