Le Personalità Indipendenti lasciano con fragore il partito Gente Comune di Matovic

Terremoto nel partito Gente Comune e Personalità Indipendenti: dopo che il capo Igor Matovic, il ragazzaccio del Parlamento, ha chiesto ai rappresentanti del suo partito in lista per le elezioni politiche del 10 marzo di sottoporsi alla macchina del verità per sostenere di non avere mai accettato bustarelle o tangenti, ben 24 di questi sono usciti dal partito.

L’iniziativa del leader del partito, già eletto nel 2010 nelle fila dei liberali di Libertà e Solidarietà (SaS) ma poi espulso per “cattiva condotta”, e che non manca di farsi notare tra i deputati per essere quello più rissoso e audace nelle sue azioni e dichiarazioni, non è proprio piaciuta ad alcuni politici di lungo corso, come Vladimir Palko e Frantisek Miklosko (Conservatori Democratici / KDS) o Peter Zajac (Partito Civico Conservatore / OKS), che si erano candidati nella lista di Gente Comune. «Questo è un esempio di primitivismo politico. È una idea da ritardato», aveva detto a proposito Palko lunedì, «non siamo scimmie addestrate». Palko diceva anche che il test del poligrafo (la macchina della verità) è utilizzato su persone sospettate di una seria attività criminale ed è ben lungi dall’essere completamente affidabile, con un 10% di casi che potrebbero fallire il test anche se innocenti. Peter Zajac aveva detto che tale richiesta va «al di là della democrazia», per la quale molti dei candidati hanno combattuto per tutta la vita.

Dunque, dopo averlo minacciato lunedì, ieri lo strappo si è avverato. Sarebbero usciti dunque dalla lista OL tutti i membri candidati di KDS (10) e OKS (10), e altri indipendenti come il numero 1 della lista Martin Mojzis (uno scienziato), Eugen Korda (giornalista), Stefan Bucko (attore), e Dagmar Babcanova (diplomatica), 24 in totale. Korda ha aggiunto che Matovic gli ha raccontato l’idea circa due settimane fa, descrivendola come una “mossa di marketing impressionante”. «Gli ho detto che era un’idea pazza», ha detto Korda.

Piuttosto lapidario e nemmeno gran che impressionato il leader della formazione, Igor Matovic. La mia lista non si sta disintegrando, ma si è solo purificata di persone che si rifiutavano di fare un test della verità se hanno mai preso una tangente. Anche i dimostranti delle Gorila Protest hanno invitato i politici fare il test, ha detto. «La gente non merita di comprare una scatola chiusa 22 anni dopo la Rivoluzione di Velluto». Il fatto che queste persone hanno paura di fare il test indica qualcosa, ha detto criptico Matovic, che ha anche annunciato di voler fare ilt est lui stesso, ma all’estero, per dissipare qualsiasi dubbio di manipolazione.

Secondo il politologo Michal Horsky, Matovic avrebbe dovuto mostrare più rispetto per questi politici esperti, perché sta iniziando ad assomigliare a un dittatore. Richiesto dal quotidiano Pravda se questo ritiro collettivo potssa danneggiare il partito di Matovic, Horsky ha detto che sospetta addirittura che Matovic potrebbe utilizzare la questione a suo favore, per guadagnare punti nella sua campagna elettorale. Horsky aggiunto che ha dimostrato che è politicamente ingenuo e che una coalizione tra il suo partito è pericoloso. L’analista ha ammesso che alcuni elettori possono simpatizzare con l’iniziativa di Matovic, ma ha anche notato che questa è una mossa che non è mai stata vista prima nella storia della cultura politica euro-atlantica.

(La Redazione)

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