Gorila: la protesta contro la corruzione raduna circa 40 mila persone, 15 mila solo a Bratislava

Si è tenuta venerdì pomeriggio in sei gelate città slovacche la protesta “Gorila II”. Mentre a Bratislava avrebbero partecipato 15.000 persone, in totale sono stati circa 40 mila i manifestanti che in contemporanea in tutta la Slovacchia hanno detto no alla corruzione e all’affarismo in politica.

La marcia di Bratislava, iniziata da piazza SNP, si è diretta verso il Palazzo del Governo (su Namestie Slobody), ma una parte di questa ha anche gridato la sua rabbia verso il Palazzo Presidenziale di Hurbanovo Namestie, sede già colpita dalla protesta di sette giorni prima. Decine di banane, uova rotte, bottiglie, petardi e persino un vaso di fiori sono stati gettati oltre la recinzione del palazzo. Gli stessi oggetti – tranne il vaso di fiori – sono finiti anche nel cortile dell’Ufficio del Governo.

Un centinaio dei manifestanti più radicali, poi, ha raggiunto il Parlamento dopo che la manifestazione era stata ufficialmente chiusa dagli organizzatori. La Polizia si era schierata in forze contro questa evenienza per proteggere la sede e simbolo della democrazia slovacca e tenere a bada gli esagitati a buona distanza dal palazzo. I manifestanti hanno reagito attaccando i poliziotti con tondini di ferro e lanciando sampietrini.

Quattro poliziotti sono stati feriti e portati in ospedale a seguito degli scontri. La Polizia ha anche utilizzato un cannone ad acqua. Almeno sette persone sono state fermate dalla Polizia, come ha informato il Ministro degli Interni Daniel Lipsic il giorno seguente. Bratislava è stata l’unica città dove la manifestazione pacifica si è trasformata in scontri con la Polizia. Gli organizzatori della protesta si sono dissociati dagli atti di violenza e hanno invitato i presenti a voler esprimere la propria opinione in modo pacifico.

Lipsic ha lodato l’intervento delle forze dell’ordine come adeguato e tempestivo, gestendo l’azione «con il minimo danno».

«La polizia deve proteggere le persone oneste e intervenire contro coloro che commettono crimini», ha sottolineato Lipsic, che aveva avvertito già nei giorni precedenti della possibilità che alcuni violenti si infiltrassero nella manifestazione.

Tra gli oratori alla folla radunata a Bratislava c’era anche Tom Nicholson, il giornalista di origine canadese che ha preparato un libro sul dossier Gorila, che lui conosce da anni ma nessuno glielo voleva pubblicare. Ora che avrebbe potuto farlo, un tribunale l’ha bloccato, come scriviamo in un altro pezzo. Nicholson ha arringato la folla a cercare di cambiare le cose, ma a farlo in modo pacifico.

Secondo l’analista politico Rastislav Toth, citato da Sita, se gli organizzatori continuano a tener duro e ad organizzare una marcia di protesta ogni 7 o 15 giorni, allora probabilmente questa azione avrà un vero effetto reale sull’opinione pubblica, soprattutto ora che siamo a ridosso delle elezioni parlamentari.

Intanto gli osservatori hanno invitato uno degli organizzatori, Peter Pcolinsky, a uscire dal gruppo dirigente della protesta e rimanere un semplice simpatizzante, in modo da far davvero diventare la campagna contro Gorila un movimento apolitico e civile. Pcolinsky avrebbe un fratello che è il direttore generale dell’Ufficio del Ministero degli Interni, il cui capo, il Ministro Daniel Lipsic (KDH) è sospettato di voler ottenere un certo consenso politico personale con la posizione che ha tenuto finora nello scandalo, con i suoi attacchi anche poco velati a rappresentanti di SDKU, quello che fino a ieri era il maggior partito di destra ma che i sondaggi attuali danno in fortissimo calo. Secondo l’analista politico Michal Horsky, la protesta Gorila contro la corruzione in Slovacchia è soprattutto una protesta di giovani, che sono disgustati dal comportamento dei rappresentanti dell’élite politica.

(La Redazione)

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