Le amnistie di Meciar rimangono in vigore: l’opposizione si oppone alla loro cancellazione

Anche dopo quattordici anni, scrive l’agenzia di stampa Sita, non è possibile punire le persone che sono ritenute responsabili del sequestro del figlio dell’ex Presidente Michal Kovac in Austria nel 1995. Gli autori, infatti, rimangono protetti dalle amnistie concesse dall’allora Premier Vladimir Meciar mentre agiva da Presidente ad interim nel 1995, dato che la proposta di rimuovere tali amnistie non è passata in Parlamento venerdì dopo che molto se ne è parlato nell’ultimo anno di Governo. La proposta KDH ha infatti ottenuto 78 voti mentre per tale questione era necessaria la maggioranza costituzionale di novanta, con tutti i deputati dell’attuale opposizione (di Smer-SD e SNS) compatti nel loro voto contrario.

Prima della votazione, il Presidente del Parlamento Pavol Hrusovsky (KDH) aveva difeso la proposta e datto un appello alla responsabilità, dicendo che le amnistie dovrebbero «servire la giustizia e non assicurare l’ingiustizia. Giustizia significa usare la stessa scala per tutti». Data la vicinissima scadenza del termine di questo Parlamento, una nuova possibilità di annullare le amnistie di Meciar potrà venire soltanto dopo le elezioni parlamentari anticipate del 10 marzo.

Questo era già il sesto tentativo di annullare le amnistie di Vladimir Meciar, leader dell’ormai partito non-parlamentare LS-HZDS, tre volte Primo Ministro e signore indiscusso per un decennio della politica slovacca, concesse per proteggere gli autori coinvolti nel caso di rapimento del figlio dell’ex Presidente Michal Kovac, portandolo fuori confine in Austria nel 1995. Gli investigatori ritenevano che l’ex capo del servizio di intelligence slovacco SIS, Ivan Lexa, ha messo in piedi l’azione. Lexa, che è stato il latitante più ricercato della breve storia slovacca, è stato accusato di diversi casi di gravi forme di criminalità, tra cui sequestro di persona, sabotaggio, furto, tradimento, abuso di potere e altri crimini. Fu inoltre accusato di aver ordinato nel marzo 1996 l’assassinio di Robert Remias al capo della malavita locale Miroslav Sykora. Secondo le accuse, Lexa lo avrebbe fatto per evitare la testimonianza sul rapimento di Michal Kovac jr.. Tuttavia, per le accuse più gravi contro di lui, Lexa è ancora protetto dall’amnistia concessa da Vladimir Meciar.

(Fonte Sita/webnovniny)

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