Gorila: capo dei servizi segreti conferma. Nuova manifestazione a Bratislava il 3 febbraio

Il direttore dell’intelligence slovacca SIS, Karol Mitrik, ha confermato che l’operazione dal nome in codice Gorila è realmente esistita. «Le brevi informazioni fornite dal direttore del SIS dimostrano che l’operazione, le intercettazioni della casa, si sono svolte in conformità alle disposizioni legislative», ha detto il membro della Commissione parlamentare Difesa e Comitato per la sicurezza Rudolf Pucik (SNS). Mitrik, però, non avrebbe portato alcuna documentazione a sostegno della legalità delle intercettazioni.

Il deputato di SaS Pavol Hladky ha detto che ora è al 100% sicuro che i fatti descritti nel file Gorila sono veri. Le risposte date da Karol Mitrik, ha detto secondo il quotidiano Sme, pur brevi e riservate, dimostrano chiaramente che il Gorilla è “vivo”.

Secondo il presidente della Commissione Martin Fedor, le risposte del capo SIS sono state essenziali per raggiungere una migliore comprensione del caso. Se anche il documento pubblicato su Internet ha una certa quantità di false informazioni, ha detto, alcune parti possono essere verificate.

Dopo la marcia di protesta di venerdì 27 gennaio contro la corruzione politica evidenziata con il caso Gorila, e la programmazione di alcune altre marce in diverse città slovacche per questa settimana (Presov, Kosice, Trenton, Zvolen, Zilina e Ruzomberok), è stata fissata dagli organizzatori anche una seconda protesta nella capitale Bratislava per venerdì 3 Febbraio. A questa manifestazione gli organizzatori prevedono di vedere circa 10.000 partecipanti. L’appuntamento è di nuovo in Namestie SNP per venerdì dalle 16 alle 19, come ha confermato il comune di Stare Mesto che ha concesso il permesso. La prima marcia della scorsa settimana, quando i manifestanti hanno gettato banane e petardi sia nel cortile del Palazzo Presidenziale che davanti all’ingresso del Parlamento, avrebbe avuto secondo le ultime stime circa 2.000 partecipanti.

Le autorità della Città Vecchia hanno criticato l’organizzatrice della marcia, Lucia Gallova, perché i manifestanti sono finiti fin davanti alla porta del Parlamento, rompendo il cordone di sicurezza della Polizia, mentre secondo la legge le riunioni pubbliche non possono avvicinarsi più di 50 metri dal palazzo del Parlamento.

Secondo l’Ufficio del Parlamento il danno arrecato all’edificio (oltre a quanto detto, sono stati incollati striscioni e cartelloni sulle mura esterne dell’edificio nei pressi dell’ingresso) è stimato tra 3.000 e 5.000 euro. Il portavoce Andrej Kramar ha detto che si sta pensando di presentare una denuncia penale contro sconosciuti. «Dobbiamo farlo in linea con la legge sulla protezione delle proprietà statali», ha detto Kramar. OItre 8.200 persone hanno già confermato la loro presenza al raduno “Gorilla II” su Facebook, mentre altre 4.500 starebbero pensandoci.

(La Redazione/Fonte Tasr)

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