Gorila: marce di protesta contro la corruzione politica anche in altre città della Slovacchia

I politici slovacchi non sono rimasti gran che impressionati dalla prima protesta contro la situazione politica nel Paese che si è tenuta il 27 gennaio nella capitale, scrive il quotidiano Sme. Secondo stime della Polizia, avrebbero partecipato un migliaio di persone, che hanno tra l’altro lanciato banane, uova e petardi davanti al Palazzo Presidenziale e al palazzo del Parlamento. «Mi posso aggiungere a quelli che chiedono un’indagine equa del caso», ha detto il leader di SDKU-DS Mikulas Dzurinda, uno dei personaggi chiave del dossier Gorila, anche se mai citato direttamente. Il leader del partito d’opposizione Smer, Robert Fico, ha detto che rispetterà pienamente le proteste se si tratta di una iniziativa dei cittadini, ma ha criticato il fatto che alla protesta, organizzata tramite il social network Facebook, hanno partecipato rappresentanti di alcuni partiti politici minori.

«Hanno sbagliato indirizzo», ha detto il portavoce del Presidente della Repubblica, Marek Trubac, dei manifestanti che hanno gettato banane nel cortile di accesso al Palazzo Presidenziale. Il Presidente, ha sottolineato, ha da pochi giorni liberato dal segreto di Stato il capo del servizio segreto SIS Karol Mitrik in modo che possa collaborare alle indagini. Se Gasparovic non avesse voluto le indagini, non l’avrebbe fatto.

I partecipanti alla prima marcia di protesta contro Gorila hanno intanto avviato un dialogo con altri attivisti civili in altre zone del Paese per tenere dimostrazioni anche a Trencin (prevista per oggi 31 gennaio), a Ruzomberok il 1° febbraio, e a Zilina, Zvolen e Kosice il 3 febbraio. I manifestanti chiedono il completamento delle indagini sul caso Gorila, il licenziamento dei politici presenti nel documento, oltre al rinvio delle elezioni parlamentari a settembre 2012 e l’abolizione dell’immunità parlamentare.

Secondo il sociologo Pavel Haulik, la tattica dei politici di ignorare la protesta potrebbe essere efficace se questa non si ripeterà, cosa che lui, quando sentito dall’agenzia Sita non dava per scontata. Una delle principali debolezze degli organizzatori della protesta, ha detto Haulik, è il fatto che hanno articolato le loro richieste in modo molto vago, «difficile da mettere in atto, molto aspecifiche, e forse in contrasto con la Costituzione», ha aggiunto. Per esempio, la richiesta di spostare le elezioni da marzo a settembre è secondo lui piuttosto irrealistica.

A seguito della protesta di venerdì, l’Ufficio del Parlamento ha informato ieri che stava presentando una denuncia penale contro “sconosciuti” che hanno danneggiato l’edificio con petardi. Dopo questo annuncio, gli hacker di Anonymous avrebbero sferrato un attacco contro il sito web del Parlamento, informandone poi i media. Provando a connettersi dopo le 18 di ieri, lunedì, giornalisti di Tasr hanno confermato che il sito www.nrsr.sk non risultava essere disponibile. Nell’edizione di oggi il quotidiano Sme ha confermato che il sito del Parlamento è stato violato.

(Fonte Sita, Tasr, Sme)

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