Migliaia di slovacchi hanno protestato venerdì a Bratislava contro Gorila

Si è tenuto a Bratislava nel pomeriggio di venerdì un raduno di cittadini con l’intenzione di protestare contro il caso Gorila che sta dominando i media in questo ultimo mese con le sue liason pericolose tra potere politico e business.

La protesta ha avuto inizio alle 15 in Piazza SNP per poi proseguire in direzione del Parlamento. Il giornalista investigativo Tom Nicholson, l’ex direttore di Amnesty International Slovakia Peter Weisenbacher e un certo numero di attivisti civili hanno tenuto dei discorsi. Gli organizzatori del raduno intendevano presentare dieci richieste, tra le quali l’immediata rimozione del segreto per tutti i soggetti rilevanti che possano aiutare a dipanare le indagini del caso Gorila e le dimissioni di tutte le persone implicate. Per chi sarà trovato colpevole nelle indagini, gli organizzatori chiedono la confisca di tutte le loro proprietà.

Nel frattempo, il gruppo slovacco di hacker legati al movimento internazionale Anonymous avrebbe attaccato alcuni siti web del gruppo finanziario Penta.

Nel corso della marcia sono anche state gettate decine di banane e petardi nel cortile antistante il Palazzo Presidenziale, in una manifestazione di insofferenza totale per l’attuale situazione politica nel Paese. La Polizia, pur presente, non è intervenuta.

Una volta arrivati all’ingresso del Parlamento, sulla collina del Castello, i dimostranti, che erano muniti di fiaccole, fischietti e vuvuzelas, gridando inviti ai politici a dimettersi, hanno gettato uova, banane e petardi verso il palazzo, sempre sotto l’occhio vigile della Polizia.

Nonostante l’appello ai politici di non partecipare per non cavalcare mediaticamente l’evento, gli organizzatori si sono ritenuti offesi dal fatto che alcuni rappresentanti dei partiti politici erano presenti alla protesta. «Dovrebbero rispettare il fatto che questa è una protesta civile e la politica qui non ha alcun posto», ha detto uno dei organizzatori, Robert Mihaly. Tra i non invitati, erano presenti il capo di Gente Comune Igor Matovic, il deputato di Libertà e Solidarietà (SaS) Martin Poliacik e il candidato di 99 per cento Pavol Pavlik.

Alle 18, come previsto, la protesta è scemata e i manifestanti se ne sono ritornati da dove sono venuti, lasciando il palazzo del Parlamento sporco di uova rotte, banane, e di molti striscioni incollati ai muri esterni.

Diverse le opinioni sulla partecipazione alla marcia. Se all’inizio in piazza SNP di parlava di 800, c’è chi dice che la folla sia ingrossata fino a molte migliaia (chi dice anche 10 mila). Più probabile si sia trattato di un numero a metà strada. La petizione su internet aveva ottenuto circa 7.000 adesioni.

(La Redazione/Fonte Tasr)

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