Lipsic: probabile che esca altro materiale scottante del dossier Gorila

Il Ministro degli Interni Daniel Lipsic (Movimento cristiano democratico / KDH) ha detto giovedì di credere che usciranno presto nuove informazioni riguardanti il dossier Gorila. «Ci saranno ulteriori prove scritte» ha detto il Ministro in un’intervista al quotidiano Sme, aggiungendo che gli archivi del Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU) potrebbero produrre ulteriori informazioni. Il suo ufficio ha già consegnato un documento che ha confermato, secondo Lipsic, che il servizio di intelligence slovacco (SIS) ha effettuato l’operazione Gorila, durante la quale sono state fatte registrazioni delle conversazioni in un appartamento su via Vazovova a Bratislava, di incontri tra politici di alto rango, funzionari statali e uomini d’affari. Un documento dal nome Gorila, non ancora verificato, è stato pubblicato su internet prima di Natale, con evidenze di sospetti di corruzione e lobbying ad alto livello nella politica slovacca degli anni 2005-2006.

Lipsic ha detto a Sme che nel 2008 la Polizia slovacca non solo distrusse le informazioni del SIS sulla veridicità del caso Gorila, ma anche l’intero fascicolo, un’azione, ha detto, che va contro tutte le pratiche standard di Polizia.

Tibor Gaspar, l’ex capo dell’Ufficio della polizia per la lotta contro la corruzione (che ha esaminato il dossier Gorila perché riguardava la corruzione politica) ha reagito dicendo che non vi era alcuna intenzione maligna dietro la distruzione del documento, e che al momento dell’azione era in vigore un regolamento diverso da quello attuale.

Lipsic ha garantito che farà fare ulteriori indagini dal Ministero dell’Interno per esaminare le azioni della Polizia nel caso Gorila.

Intanto l’ex capo del reparto attività speciali dello stesso Ufficio anti-corruzione, Jan Rejda, menzionato nella presunta trascrizione delle intercettazioni, ha detto alla tv TA3 che ora è esposto a pressioni e alcuni dei suoi parenti sono stati minacciati. Rejda aveva confermato la scorsa settimana di essere in possesso di alcuni dei documenti relativi al dossier Gorila (che dovevano essere distrutti in base agli ordini di Gaspar), e che egli è pronto a sottoporli agli investigatori nel caso lo si sollevi dal giuramento di segretezza.

Rejda, che è ora candidato del partito extraparlamentare Diritto e Giustizia (PAS), ha anche detto alla tv che ritiene di essere intercettato e forse anche seguito. L’ex poliziotto aveva ammesso di aver incontrato Zoltan Varga del gruppo finanziario Penta in un appartamento a Bratislava, come indicato da uno dei documenti del fascicolo Gorila. Lo stesso Rejda ha poi detto ieri sempre su TA3 che esistono quasi certamente copie delle intercettazioni fatte dagli agenti di SIS per scopi “commerciali”, e se saltassero fuori potrebbero verificare l’autenticità dei documenti trapelati. Rejda ha anche detto che l’allora Primo Ministro Mikulas Dzurinda era sicuramente al corrente dei fatti del caso Gorila, perché tutte le informazioni sul SIS passano dal suo ufficio.

(La Redazione/Fonte Sme/Tasr)

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