Dati preliminari: il deficit meglio del previsto, al 4,6% del Pil nel 2011

Il disavanzo della Pubblica amministrazione nel corso del 2011, informava ieri il Ministero delle Finanze, è stato probabilmente inferiore a quanto, alla fine, lo stesso Governo aveva previsto. Guardando i dati preliminari delle amministrazioni pubbliche, il deficit 2011 ha raggiunto il 4,6% del PIL, mentre la pianificazione del budget aveva stimato di poter arrivare a un 4,9%, dopo che l’anno precedente il buco ha superato se stesso con un 8,1%. Ancora comunque i dati andranno raffinati per poter avere quelli definitivi.

Il Ministero ha spiegato di essere curioso di vedere i risultati 2011 degli altri paesi UE, anticipando che si vedrà che la Slovacchia ha ottenuto uno dei migliori progressi nel consolidamento del bilancio pubblico in Europa.

Il Ministro Ivan Miklos ha informato nel corso di una conferenza stampa che l’86% del consolidamento dei fondi pubblici nel 2011 era costituito da tagli alla spesa, mentre soltanto il resto è stato realizzato con maggiori entrate. «I costi per il funzionamento della macchina statale sono stati di 1,2 miliardi di euro inferiori di quello che sarebbe stato senza la politica restrittiva», ha sottolineato. I risultati definitivi degli Stati dell’Unione Europea saranno resi pubblici solo alla fine di marzo, quando i governi nazionali invieranno i loro dati ad Eurostat.

Il disavanzo secondo i dati disponibili oggi ha raggiunto nel 2011 i 3,186 miliardi di euro, 262 milioni meno del previsto, dove un grande ruolo hanno avuto i tagli della spesa dello Stato per 534 milioni. Nel bilancio dello Stato approvato a dicembre, è indicato anche per il 2012 un deficit pubblico del 4,6% del Prodotto interno lordo, dopo aver rinunciato a confermare il target del 3,8%, come da progetto originale, a causa del peggioramento della crisi finanziaria ed economica e del crollo del Governo nell’ottobre scorso.

Nonostante un certo malcelato ottimismo da parte di funzionari del Ministero, come il Sottosegretario Vladimir Tvaroska secondo il quale se nel 2012 si ripetesse lo stesso slancio dell’anno scorso con un taglio al deficit di 3,5 punti percentuali (dall’8,1 al 4,6% del PIL), allora già quest’anno ci si potrebbe ben avvicinare al pareggio di bilancio, gli analisti sono invece più cauti. Nel 2012 abbiamo anche le elezioni anticipate, il che vuol dire perdere oltre tre mesi di azione di Governo significativa prima che un nuovo Esecutivo possa mettere mano di nuovo a misure di consolidamento.

Secondo il capo economista di UniCredit Bank Slovakia, Vladimir Zlacky, l’azione di politica fiscale di consolidamento avrà quest’anno uno stop, il che significa che la si dovrà poi accelerare nel 2013 per rispettare l’impegno con l’UE di riportare il buco di bilancio statale sotto la soglia del 3% a fine di quell’anno per evitare le sanzioni comunitarie.

Anche Eva Sadovska, analista economica di Postova Banka, pensa che un anno di elezioni non sia esattamente l’ideale per una efficace azione di gestione delle finanze pubbliche, che comunque rimane una delle priorità principali per chi salirà al potere dopo le elezioni di marzo. Vladimir Vano, economista di Volksbank, pensa che il nuovo Governo dovrà fare un’azione forte nel bilancio del 2013, cosa che però lui non giudica del tutto irrealistica, alla luce dei risultati ottenuti nel 2011. Insomma, dice Vano, lo Stato ha dimostrato che se vuole è possibile fare sforzi importanti per raggiungere risultati significativi.

(La Redazione/Fonte webnoviny.sk)

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