Il Presidente Gašparovič rende omaggio a M.R. Štefánik

Il Presidente della Repubblica Slovacca Ivan Gašparovič ha partecipato Martedì ad una cerimonia per celebrare il 91° anniversario della tragica morte del Generale Milan Rastislav Štefánik in un incidente aereo ad Ivanka Pri Dunaji (regione di Bratislava). Il Presidente ha onorato la memoria dell’astronomo, politico, generale dell’Armata Francese, fondatore dello Stato Cecoslovacco e primo ministro della guerra della Cecoslovacchia. Il tributo è stato reso ad Ivanka pri Dunaj dove, a poche centinaia di metri dall’attuale aeroporto di Bratislava che ne ha preso il nome, sorge il monumento nel luogo in cui il suo aereo cadde il 4 maggio 1919. Gašparovič ha deposto una corona al monumento dedicato a Štefánik presso il luogo dello schianto. “In Slovacchia c’è ancora molto spazio per dimostrare che rispettiamo questo paese, e che vogliamo costruirlo come un paese fiero e democratico. Stefanik è stato uno dei primi ad iniziare questo (processo), dopo la dissoluzione dell’impero austro-ungarico e la fondazione della Cecoslovacchia nel 1918, ha detto Gašparovič, riferendosi al lascito di Štefánik alla giovane generazione. Gašparovič ha aggiunto che l’eredità di Štefánik sta nel dimostrare la necessità di compiere ogni sforzo per la patria permettendo alle persone di cercare la propria felicità vivendo liberamente.Il Presidente ha ricordato che la vita di  Štefánik si è conclusa proprio quando rientrava, pieno di entusiasmo ed energie da spendere, nella sua terra finalmente libera. “Sfortunatamente la nazione liberata non potè accoglierlo da eroe” come egli avrebbe meritato, ma “perdendo la vita divenne in breve una carismatica figura politica davvero amata dalla gente. Il suo messaggio è ancora valido oggi” ha detto. Ancora il Presidente ha evidenziato che nei momenti importanti e fatali una nazione ha bisogno di figure decise e carismatiche.  “Coloro che sanno riconoscere in anticipo dove il mondo si sta muovendo, le opportunità che si offrono ad un popolo.  Coloro che possono offrire nuove opportunità e promuovere interessi nazionali. Non dimentichiamo coloro che sanno prendere responsabilità per le decisioni che consolidano le principali forze politiche della nazione, per promuovere le loro azioni di volontà politica per proseguire lo sviluppo della nazione Slovacca. Milan Rastislav Štefánik era tale personalità”, ha detto il capo dello Stato. Oltre al Presidente Gašparovič, hanno reso onore ai caduti con la deposizione di corone anche rappresentanti di Matica slovenská, il Sindaco di Ivanka pri Dunaj e di comuni limitrofi, il Presidente della Regione di Trnava Jozef Mikuš, membri del Parlamento, il Segretario di Stato agli Affari Esteri Diana Štrofova, rappresentanti militari e veterani. Milan Rastislav Štefánik è morto il 4 maggio 1919 mentre ritornava dall’Italia nella sua madrepatria, dove doveva assumere l’incarico di ministro della guerra nel governo della prima Repubblica Cecoslovacca. Partito dall’aeroporto italiano di Campoformido, presso Udine, su un velivolo Caproni 450, doveva atterrare all’aeroporto di Vajnory, poco fuori Bratislava. Un improvviso incidente fece cadere l’aereo a pochi chilometri di distanza presso Ivanka pri Dunaj. Le cause, ufficialmente addebitate ad avverse condizioni meteorologiche, sono tuttora non del tutto chiare.

Milan Rastislav Štefánik è stato sepolto nel memoriale di Bradlo, monumento nazionale vicino alla sua casa natale di Košariská nella regione di Trnava, assieme a due degli italiani morti con lui. Nel suo ultimo viaggio era infatti accompagnato da un equipaggio italiano, due aviatori ed un meccanico. Diplomatico, astronomo, generale dell’Armata francese, aviatore, ministro e umanista, Štefánik è uno dei più importanti personaggi della storia slovacca. Ha improntato tutta la sua vita secondo il suo motto: credere-amare-lavorare. Nato a Košariská il 21 luglio 1880, figlio di un pastore evangelico, si laureò in astronomia all’Università Carolina di Praga. Recatosi a Parigi per lavorare con l’astronomo Janssen, ricevette numerosi incarichi di missioni all’estero, dal Monte Bianco al Turkestan, dall’Algeria alla Tunisia, poi il Sahara, Tahiti, il Brasile, l’Equador. Diventato cittadino francese iniziò a frequentare la scuola d’aviazione e quando scoppiò la Grande Guerra venne inviato al fronte dove, grazie alle sue conoscenze astronomiche ed alle sue capacità nelle previsioni meteo, il Maresciallo Foch gli fece istituire un servizio meteorologico militare. Nel 1915 incontrò Tomáš Garrigue Masaryk (futuro Presidente della Repubblica) e fu affascinato dalla sua idea di uno stato Ceco-Slovacco. Iniziando a lavorare con lui e Beneš si occupò in particolare della costituzione di un esercito cecoslovacco all’estero per combattere a fianco dell’Intesa contro gli austro-ungarici. Le Legioni Cecoslovacche hanno operato in Russia e nel nord Italia, in particolare sul Piave a fianco dell’esercito italiano sotto il comando del Generale Graziani. Ottenne nel 1918 il grado di Generale di Brigata dell’Armata francese.  Era fidanzato con una donna italiana, la contessa Giuliana Benzoni che lo introdusse nella famiglia dei regnanti Savoia. Oltre al monumento sul luogo dell’incidente ad Ivanka pri Dunaj ed al memoriale di Bradlo dove il Generale Štefánik riposa, molti sono i busti, le statue, le targhe e la toponomastica a lui dedicati. Non ultima la piazza Štefánik inaugurata appena dieci giorni fa a Bratislava nel complesso Eurovea, tra il nuovo Teatro Nazionale ed il Danubio, ove in occasione del 90° anniversario, lo scorso anno, fu inaugurata la statua di oltre sette metri di altezza ispirata a quella dello scultore Bohumil Kafka che fronteggiava il Danubio negli anni della prima Repubblica Cecoslovacca, poi rimossa. Anche in Italia ci sono ricordi di Štefánik. Tra questi la targa in Piazza Venezia a Roma, dove  l’allora primo ministro italiano Vittorio Emanuele Orlando il 24 maggio 1918 consegnò al generale slovacco la bandiera della legione cecoslovacca, pur in assenza di uno stato con tale nome, creato pochi mesi dopo.

(Pierluigi Solieri)

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