Nella scuola condannata gli alunni rom rimangono separati, ma genitori slovacchi ritirano i figli

La scuola elementare di Sarisske Michalany, nella parte orientale della Slovacchia, non ha preso nessuna misura per attuare la sentenza del tribunale di Presov che le imponeva di fermare l’isolamento degli scolari di etnia rom, che nell’istituto sono tenuti in classi separate. Come avevamo già ricordato, la scuola ha fatto appello contro il verdetto, spiegando che non si tratta di segregazione ma piuttosto di «classi speciali studiate appositamente per bambini di famiglie in difficoltà, che necessitano di particolari attenzioni e metodi», scrive il giornale Sme. Gli insegnanti sono tutti con la direttrice Maria Cvancigerova in questa difesa del loro sistema educativo, e non intendono fare alcun cambiamento, negando di aver costruito classi in base all’appartenenza etnica, e dicono che la creazione di classi speciali ha aiutato gli alunni sia in termini di frequenza scolastica che di risultati. «Nessun genitore rom si è lamentato», ha detto la direttrice, ma nel frattempo, «più di cento genitori di alunni non rom hanno già ritirato i loro figli dalla scuola dopo la decisione della corte».

(Fonte Sme)

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