Uno slovacco accusato negli Usa per il caso Megaupload

C’è anche un 35enne cittadino slovacco tra i ricercati dal Dipartimento della Difesa e dall’FBI statunitense nel caso Megaupload.com, dove sono state accusate due società e sette persone di violazione dei diritti d’autore tramite il sito internet suddetto. Un gran giurì ha accusato i sette uomini di estorsione, riciclaggio di denaro e violazione di copyright, dicendo che gli individui in questione gestendo da oltre cinque anni siti web che hanno permesso la distribuzione illegale di file protetti da copyright quali film, spettacoli televisivi e altri software, causando danni stimati all’industria dell’intrattenimento per più di 500 milioni di dollari (387 mln eur). Gli accusati, che avrebbero incassato qualcosa come 175 milioni di dollari con la vendita di pubblicità e abbonamenti premium, li avrebbero nascosti in decine di conti in otto paesi del mondo, inclusa la Slovacchia, oltre a possedere parecchie auto di lusso (Rolls Royce e Lamborghini tra le altre) e forse anche pezzi d’arte.  Rischiano ora 20 anni di carcere.

Quattro di loro sono stati fermati la scorsa settimana ad Auckland, in Nuova Zelanda, tra i quali il fondatore Kim Schmitz (tedesco, conosciuto anche con una serie di altri nomi e nick), mentre gli altri tre sono ancora a piede libero. Tra questi il grafico e programmatore slovacco Julius Bencko che ancora risulta introvabile.

La vicenda, secondo il Dipartimento della Giustizia americano, è uno dei più grandi casi di copia illegale di file protetti dalle leggi sul copyright negli Stati Uniti. L’indagine ha riguardato l’uso improprio dei server internet con la possibilità di memorizzazione dei dati che possono essere scaricati dal pubblico. La questione ha portato all’immediato oscuramento dei siti Megaupload.com e Medavideo.com, il primo usato per stoccare i file e il secondo per visionarli online senza scaricarli sul proprio computer, e come conseguenza anche molti degli altri portali che ospitano filmati video e audio si sono autosospesi in attesa degli eventi.

L’azione di Polizia americana arriva in un momento di grandi tensioni soprattutto negli Stati Uniti tra l’industria produttrice di contenuti e software e quegli attori, anche globali, che invece vorrebbero un utilizzo della Rete più libero e senza troppi lacci. Il giorno prima dell’arresto, siti noti in tutto il mondo come Wikipedia e Reddit si sono auto-oscurati negli Usa per protestare contro la proposta di legge antipirateria online (SOPA) per proteggere la proprietà intellettuale che sta per diventare legge.

In reazione all’oscuramento e alle accuse contro Megaupload, il gruppo hacker denonimato Anonymous ha attaccato i server del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI mandandoli in tilt, e anche quelli della motion Pictures Association, l’organizzazione commerciale per l’industria del cinema americano che protegge il copyright, e della major musicale Universal Music.

(La Redazione)

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