Treviso: aperta la mostra sui legionari cecoslovacchi sul Piave, visibile fino al 10 febbraio

L’Italia fu il primo Stato a riconoscere l’esistenza della Cecoslovacchia, riconoscendone la Legione nel 1918. Ora si tratta di rimanere insieme per rafforzare l’Unione Europea. Lo ha detto, a nome dell’Ambasciatore slovacco in Italia assente perché impegnata a Malta, il col. Dasa Mackova, ufficiale di collegamento di Polizia dell’Ambasciata a Roma, all’inaugurazione della mostra “Dalla Moldava al Piave. I Ceco-slovacchi sul fronte italiano della Grande Guerra”, aperta a Treviso venerdì. Mostra curata dal CEDOS, Centro studi e documentazione storica sulla Grande Guerra di San Polo di Piave.

Il saluto della Provincia di Treviso, nel cui foyer si tiene l’esposizione, è stato portato dal vice-presidente Floriano Zambon. È intervenuto per il CEDOS il presidente Francesco Leoncini, oltre al Sindaco di San Polo Vittorio Andretta e dall’Ambasciata della Repubblica Ceca il gen. Antonin Pugzik, decano degli Addetti militari esteri in Italia. Alla cerimonia inaugurale erano presenti ufficiali delle Forze armate italiane, sindaci, consiglieri provinciali, personalità della cultura, della politica e dell’economia.

La mostra è stata realizzata alcuni anni fa – e da allora ha viaggiato in vari luoghi, anche recentemente all’Ambasciata slovacca a Roma – sulla base del libro dal titolo omonimo dello studioso trevigiano Eugenio Bucciol. Tutto nacque da una tomba nel cimitero del paese natale di Bucciol, Piavon in provincia di Treviso, dove erano sepolti tre soldati di origine cecoslovacca giustiziati nel corso della Battaglia del Solstizio, uno dei più noti e cruenti scontri della Grande Guerra sul fiume Piave. Bucciol vide da ragazzo la targa sulla tomba comune dei tre soldati impiccati nei campi vicini, e si incuriosì a tal punto che una volta a Vienna, dove lavorò molti anni come responsabile nella capitale austriaca di società di servizi marittimi (Finmare e Lloyd Triestino), si immerse negli archivi di guerra imperiali e ne uscì con una ricca serie di documentazione che gli aprì di volta in volta nuovi fronti di ricerca. Fu tra i primi in Italia a riscoprire il ruolo dei cecoslovacchi nelle battaglie del Piave e il ruolo che le Legioni Cecoslovacche ebbero nei rapporti diplomatici con l’Italia. Bucciol ne fece un secondo mestiere, innamorandosi a tal punto dell’argomento da fondare nel paesino di San Polo del Piave (TV) un Centro di documentazione storica sulla Grande Guerra (CEDOS) del quale solo da pochi anni ha ceduto il timone per ragioni di età. Oltre al volume “Dalla Moldava al Piave”, edito nel 1998 dalla casa editrice Nuova Dimensione, Bucciol è autore e curatore di una serie di altri libri tutti incentrati su documentazione storica della prima Guerra Mondiale che riguardano il territorio veneto e in special modo la zona del Piave.

Il 6 febbraio, come è stato ricordato anche all’inaugurazione della mostra, si svolgerà il convegno internazionale “L’Italia e la nascita della Cecoslovacchia”, a cui parteciperanno Bucciol, Francesco Leoncini, Sergio Tazzer e il col. Milan Bachan del Ministero della Difesa ceco.

Come tradizione trevigiana, la serata di inaugurazione è terminata con prosecco e canapé preparati dagli allievi dell’Istituto professionale provinciale alberghiero di Treviso-Lancenigo.

Cosa: Mostra “Dalla Moldava al Piave – I Cecoslovacchi sul fronte italiano”
Quando: fino al 20 febbraio
Dove: Provincia di Treviso, via Cal di Breda 116, c/o Foyer di Sant’Artemio, Edificio 3
Orari: lun e mer ore 9-19:30, mar, gio, ven ore 9-16, sab ore 9-12:30
Ingresso libero

(La Redazione, grazie agli spunti di Sergio Tazzer e Eugenio Bucciol. Fotografie di Sergio Tazzer)

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