Caso Gorila: uno scandalo politico di ampio spettro a soli due mesi dalle elezioni

È da prima di Natale che i media slovacchi parlano del dossier “Gorilla”, cioè della documentazione apparsa su Internet in maniera anonima di presunte intercettazioni che i servizi segreti slovacchi (il cosiddetto SIS) avrebbero effettuato in un appartamento del centro della capitale Bratislava tra il 2005 e il 2006. In quell’appartamento uno dei soci del potente gruppo finanziario Penta, Jaroslav Hascak, avrebbe incontrato in quell’ultimo anno del secondo Governo Dzurinda (retto da una coalizione simile a quella attuale di centro-destra) una serie di politici slovacchi. Le presunte trascrizioni delle conversazioni parlano chiaramente di corruzione e clientelismo, con la promozione e il suggerimento da parte del gruppo privato di alcuni candidati politici in posizioni chiave nell’ottica di alcune privatizzazioni che quell’Esecutivo stava per realizzare. Il documento mostra in particolare le mire di Penta soprattutto nel settore sanitario slovacco, dove è attivo con una presenza importante (con le compagnie di assicurazione sanitaria convenzionate Dovera e Apollo, con la catena di farmacie estesa anche in Repubblica Ceca a marchio Dr. Max, con una rete di cliniche private e con un gruppo di piccoli policlinici in alcune città slovacche).

Il documento visibile sul web (non ancora pubblicato per intero da nessun media slovacco), se confermato in via ufficiale mostrerebbe un utilizzo spregiudicato e consuetudinario della pressione corruttoria del gruppo Penta, in alcune delle maggiori operazioni economico-finanziarie dello Stato di quegli anni. Tra gli altri, si parla della ripresa del controllo della compagnia statale Transpetrol con il riacquisto della quota del 49% a suo tempo ceduta alla Yukos, la potente compagnia petrolifera russa caduta in disgrazia da quando venne imprigionato il suo fondatore Mikhail Kodorkhovsky con l’accusa di evasione fiscale a metà degli anni 2000. Si parla anche della gara per la vendita dell’Aeroporto di Bratislava, alla quale anche Penta partecipò in cordata con l’Aeroporto viennese di Schwechat e che venne poi dichiarata nulla dal seguente Governo di Robert Fico (Smer-SD). Della vendita delle tre società regionali di distribuzione energetica ZSE, SSE e VSE, e di molte altre questioni, tutte relative a relazioni molto pericolose tra affari e politica.

Nel documento pubblicato, il politico più compromesso appare essere l’ex Ministro dell’Economia Jirko Malcharek (oggi non più attivo sulla scena politica, allora appartenente alla scomparsa formazione di stampo liberale ANO), che nelle presunte intercettazioni fungeva da tramite con il Governo per le questioni relative alle privatizzazioni insieme ad Anna Bubenikova, da poco rimossa per decisione del Governo dalla presidenza del Fondo di proprietà nazionale (Fond Narodneho Majetku SR / FNM). FNM è l’organo di gestione per conto dello Stato di una serie di partecipazioni statali in attesa di privatizzazione (ci si riferisce infatti all’FNM anche come “agenzia di privatizzazione”), e la Bubenikova fu nominata a quella funzione dal maggior partito di centro-destra SDKU-DS, che anche in queste settimane ha tentato di difenderla fino all’ultimo ma poi ha dovuto accettarne la rimozione con voto praticamente unanime del Consiglio dei Ministri. Nella presunta trascrizione appaiono anche candidati politici del partito Smer, allora all’opposizione. Secondo il documento, Hascak avrebbe discusso con il leader Smer Robert Fico (in seguito Primo Ministro per quattro anni) la rimozione di personaggi scomodi all’interno del partito e una possibile “collaborazione” a seguito delle elezioni 2006.

Il Ministro degli Interni Daniel Lipsic (KDH), che in altro articolo vediamo confermare l’esistenza del dossier Gorila realizzato dai servizi segreti, ha istituito una squadra speciale composta di dieci alti funzionari provenienti dall’ufficio anti-corruzione, da quello contro la criminalità organizzata e dall’ispettorato interno al Ministero per indagare sul caso che sta dominando la scena politica a meno di due mesi dalle elezioni parlamentari del 10 marzo. Il più recente sondaggio politico, realizzato a inizio gennaio quando ormai da almeno due settimane circolava in internet il dossier Gorila, ha mostrato per il partito dominante del centro-destra SDKU (il cui leader era Premier al tempo delle intercettazioni) un netto calo di popolarità. Il dossier è anche finito ora al Procuratore speciale, inviatovi dalla Procura generale pochi giorni fa.

Nel frattempo, l’Ufficio della Polizia per la lotta contro la criminalità organizzata ha chiesto al Presidente della Repubblica di liberare l’attuale capo del SIS, Karol Mitrík (anche lui un candidato SDKU), dal suo giuramento di segretezza per poterlo coinvolgere a cooperare nell’inchiesta.

Dopo la rimozione di Anna Bubenikova, la potente ex presidente del Fondo di proprietà nazionale, a poco a poco si stanno volontariamente dimettendo dai loro ben remunerati incarichi alcuni altri funzionari in Ministeri e aziende statali, buona parte dei quali riconducibili a nomine SDKU.

Il Primo Ministro Iveta Radicova ha scritto una lettera al capo del SIS Mitrik per chiedergli di illuminarla sul dossier incriminato, e ha detto che si sarebbe aspettata da lui una risposta entro la fine del mese, scriveva l’agenzia di stampa Sita la scorsa settimana. Secondo la Radicova il caso ha due dimensioni per lei: uno è la descrizione della corruzione politica e del clientelismo, l’altra è opera dei servizi segreti. Il Primo Ministro si è chiesta come sia stato possibile che per quattro anni questo dossier sia rimasto “sotto il tappeto” e che cosa sia stato consegnato allora alla Polizia o agli investigatori.

La tensione politica non accenna a calare, e il presidente di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik, parte della coalizione di Governo che ha retto il Paese l’ultimo anno e mezzo, ha detto alla tv Markiza che l’ex Primo Ministro Mikulas Dzurinda, così come il suo compagno di partito Ministro delle Finanze Ivan Miklos  (che però nel dossier Gorila non sono nominati direttamente), dovrebbero lasciare la politica, dal momento che stanno emergendo «nuovi sospetti su politici che hanno dominato la scena slovacca per 20 anni». Lo stesso Ministro della Difesa Lipsic (KDH) aveva detto già dieci giorni fa che sarebbe proprio stato curioso sentire cosa avevano da dire i dirigenti di SDKU sulla questione. Un altro Ministro SaS, Juraj Miskov, ha detto che «forse dovremo cominciare a dividere i politici tra Gorila e non-Gorila», con Lipsic a dargli manforte dicendo che la divisione si deve fare «tra i politici dalle mani pulite e quelli che hanno qualcosa da nascondere».

I diretti interessati, a partire dall’ex Premier Dzurinda, tendono a minimizzare il tutto come non vero, come una campagna montata contro di loro in previsione delle elezioni. Dzurinda ha definito tutto questo come un grande “circo politico”, chiedendosi come mai il dossier non sia stato investigato durante il Governo di Robert Fico (2006-2010), e come mai il Ministro degli Interni Lipsic se ne venga fuori solo oggi con delle accuse mentre per un anno e mezzo non se ne è mai parlato nemmeno nelle riunioni di Gabinetto o di coalizione.

Nel frattempo il forte gruppo finanziario Penta Investments (200 dipendenti diretti in 5 sedi in Europa e 25.000 impiegati nelle aziende controllate), un gigante con ricavi consolidati per oltre 2 miliardi di euro nel 2010 e un patrimonio netto consolidato di quasi un miliardo, continua a negare che ci sia alcunché di vero nel documento disponibile sul web. E anche sul suo sito fa quadrato accusando gli estensori del documento Gorila come portatori di una campagna diffamatoria e calunniosa nei confronti della società, reclamando che otto precedenti inchieste non hanno portato a nulla perché le accuse non sono mai state dimostrate. E gli avvocati di Hascak – socio partner del gruppo responsabile dello sviluppo del business in Slovacchia e protagonista dell’ingresso di Penta nei settori salute ed energia nel Paese – hanno contattato la proprietà dei server internet che hanno pubblicato il dossier per chiederne l’immediata rimozione. Secondo il portavoce di Penta, Martin Danko, sui 17 web server contattati sono già 7 quelli che hanno oscurato la pagina ove appariva il fascicolo Gorila. Ma il file originale è stato pubblicato su un sito che ha base negli Stati Uniti, e dunque sarà certamente molto più complicato ottenerne la collaborazione.

Penta avrebbe anche intenzione di denunciare il giornalista Tom Nicholson, ex caporedattore ed editore di The Slovak Spectator (ora lavora per il quotidiano Sme e il settimanale Trend e recentemente è stato sentito sul caso da molti media slovacchi e cechi), il quale risulterebbe essere in possesso del file da due anni. Nicholson, che è assolutamente certo della veridicità e verificabilità del dossier, a suo dire avrebbe cercato di pubblicare l’inchiesta su vari media della stampa slovacca, ma non ha mai trovato qualcuno disponibile a farlo dato il tema scottante trattato.

(La Redazione, grazie a The Slovak Spectator e a varie agenzie di stampa)

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