Con il naufragio del Concordia è finita un’epoca

Pubblichiamo un commento al disastro – umano prima di tutto – del naufragio della nave da crociera Costa Concordia all’Isola del Giglio, paradiso dell’Arcipelago Toscano a pochi chilometri dall’Argentario, scritto da un ex rappresentante del piccolo Comune che accusa le istituzioni nazionali di poca attenzione alla salvaguardia del nostro ambiente naturale.

Non dimentichiamo le non poche vittime umane di questo fatto, troppe se consideriamo che sono il frutto della stupidità di un comandante della Marina Mercantile Italiana che non si è dimostrato essere all’altezza. Ma quello che forse qui ci interessa di più sottolineare è che quell’ “incidente”, sintomo della stupidità di un certo modello italiano gradasso e spaccone – e troppo sicuro di sé – ha creato un’altra enorme falla (e non ce n’era proprio bisogno) in quella che è già l’appannata immagine dell’Italia nel mondo. Con quel gigante del mare reclinato nell’acqua del Tirreno c’è anche – reclinato, prostrato – un po’ del nostro orgoglio e senso di dignità.

È arrivato il momento per tutti, anche per il cittadino “normale” di capire che non c’è più spazio per gli idioti, così come non c’è più spazio per i furbi. Il nostro bel Paese si trova oggi in questa difficile posizione internazionale anche perché abbiamo avuto – e purtroppo ancora abbiamo – troppi furbi, disonesti profittatori del bene comune a discapito dei tanti – milioni – onesti italiani che fanno il proprio dovere di cittadini. Se non saremo capaci di diventare cittadini europei anche con un comportamento più civile, rispettoso e sano nelle nostre azioni quotidiane, per lo meno in quelle pubbliche, non saremo mai capaci di risollevare questa Nazione perché sia in grado di competere con il resto del mondo.

(P.S.)

una spiaggia all'Isola del Giglio (foto Wikipedia)

articolo di Stefano Feri

È difficile parlare in questo momento perché quello che è successo è un qualcosa di talmente grande che ancora dobbiamo metabolizzare. Evidenziato l’eroismo dei miei concittadini che si sono lanciati direttamente sulla Concordia per estrarre le persone, raccoglierle dal mare e accudirle nel miglior modo possibile, e ringraziate tutte le forze intervenute, rimangono ora due situazioni contingenti: l’estrazione degli ultimi naufraghi e l’urgenza della rimozione degli idrocarburi con conseguente rimozione del relitto.

Lasciando ad altri l’analisi della sciagura, io penso che con questo naufragio sia finita un’epoca; quella della fiducia incondizionata ad una sopravvalutata tecnologia, di una fiducia incondizionata ai pareri di certi uomini del mare. Se è successo alla Concordia, con quella tecnologia e quel personale, con quella formazione, cioè l’elite della marineria italiana, allora potrebbe succedere a chiunque.

E allora, se potrebbe ancora succedere, cosa impensabile fino a qualche giorno fa, e se ad oggi la legge consente di fare passaggi ravvicinati, perché non esiste una distanza minima da rispettare, così come dichiarato alla tv dalla Capitaneria di Porto, ma tutto dipende solo dalla capacità del comandante, allora dobbiamo pensare di dotarci di nuovi strumenti normativi che creino i presupposti per allontanare le navi in transito dalle coste. Chi dice che non servono leggi in più dovrebbe invece pensare di eliminare quelle inutili.

Dobbiamo rimettere sul piatto l’esigenza di completare l’istituzione della AMP (Area Marina Protetta) per l’intero arcipelago; arcipelago che a tutti piace inserire, a parole, nel santuario dei cetacei oppure considerarlo una delle aree di maggior pregio ambientale al mondo; vero, ma di fatto è un colabrodo in quanto a capacità di tutela, soprattutto a mare. Solo 5 delle 7 isole sono tutelate a mare con i noti problemi relativi alle diverse competenze. A questo si aggiungano anche i problemi di contrasti locali, sempre per le piccole grandi questioni di quartiere o rione, il risultato è che ancora oggi, se una nave di grossa stazza volesse passare vicina, potrebbe farlo. Così come si può fare pesca industriale e altro. Sempre nel santuario dei cetacei.

Da tutto questo quindi dovrebbe venir fuori una virtù rinnovata, un nuovo progetto, un rinnovato impegno soprattutto del Ministero dell’Ambiente che sia capace di completare l’iter istitutivo delle AMP confrontandosi con i comuni interessati, essendo disponibile a calare sul territorio un progetto sostenibile. A chi ha già pronta l’accusa secondo cui una AMP non esclude disastri, rispondo subito che è vero, ma ne diminuisce sensibilmente la possibilità di verifica; aumenta la coscienza ambientale ed il livello di attenzione posto sul mare. Se realizzato come progetto condiviso e non imposto, potrebbe essere qualcosa da arricchire e costruire sempre in modo migliore.

L’alternativa è stare ancora in balia del mare e anche per questa incapacità di analisi oggi ci troviamo “appesi ad un filo”. Ci deve essere, a questo punto, un “prima del Costa Concordia” e un “dopo il Costa Concordia”. Questo mi attendo da chi ci governa.

(Stefano Feri, ex Assessore all’Ambiente del Comune Isola del Giglio, in esclusiva per greenreport.it)

1 comment to Con il naufragio del Concordia è finita un’epoca

  • Redazione

    Anche Beppe Severgnini, riportato sul Corriere, ha scritto sul Financial Times di quella tendenza teatrale tutta italiana di fare la “bella figura” che ci porta ad essere guasconi e irresponsabili, e che se è pure parte del nostro tradizionale “charme”, dice Severgnini, è però anche alla base di molti dei nostri attuali problemi. Il mondo sta cambiando, scrive, e alcuni di noi ancora non l’hanno capito. Sarà il caso che ci adeguiamo. E presto.
    Qui il link: http://bit.ly/xRBMtR

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