UniCredit: nel 2010 in Slovacchia PIL +3,5 per cento e deficit al 7 per cento

Nell’ultima newsletter settimanale la squadra di analisti economici di UniCredit Bank Slovakia, guidata da Jan Toth, pone l’attenzione sull’indicatore di fiducia (IES) dell’industria tedesca ZEW, che mostra segni di un possibile raffreddamento dopo la forte crescita degli ultimi anni. Nel prossimo anno già ci si attendeva un rallentamento per l’inasprimento delle misure nei paesi dell’eurozona. La Germania, maggior mercato dell’economia slovacca, ha annunciato misure di risparmi, ed anche il nuovo governo del secondo partner slovacco, la Repubblica Ceca, si appresta a fare lo stesso. Di aiuto sarà il deprezzamento dell’Euro, e certamente l’anno prossimo non si rivedranno i pessimi risultati dell’economia registrati nel 2009. Si tratta insomma di una decelerazione della crescita, e non di una nuova recessione.

Alla fine dell’anno avremo una forte crescita dell’industria, trainata dall’export e dalle costruzioni di infrastrutture, in particolare il progetto dell’autostrada R1. Siccome una decelerazione della domanda dovrebbe apparire non questo ma l’anno prossimo, UniCredit ha cresciuto le stime di crescita del PIL per il 2010, come già è stato fatto da altre istituzioni negli ultimi giorni. Gli analisti di UniCredit stimano la crescita del PIL al 3,5 per cento nel 2010, contro un valore precedente di 3,1 punti. UniCredit ha le stime tra le più alte, ed è più ottimista rispetto ad altre già comunicate: la media di mercato si ferma al 3 per cento, il Fondo Monetario al 3,2 per cento, la Commissione Europea al 2,7 e la Banca Centrale Slovacca  (NBS) calcola un 3,7 per cento. Diversa la situazione nel 2011, quando UniCredit è più prudente e pronostica un + 3,5 per cento, contro il Fondo Monetario al 3,8, la Commissione Europea al 3,6 e NBS – ancora la più ottimista – al 4,3 per cento.

Gli economisti di UniCredit si aspettano investimenti deboli per il 2011, hanno tolto dai conteggi i due progetti PPP che non sono stati firmati prima delle elezioni (e dato l’atteggiamento guardingo della nuova coalizione di centro-destra non si sa se saranno confermati – NdR).  Ci si attende inoltre che il nuovo esecutivo risparmi maggiormente. Le stime per il deficit di bilancio di quest’anno sono state dunque ridotte dal 7,3 al 7 per cento del PIL. Disavanzo comunque decisamente sopra l’obiettivo ufficiale del 5,5 per cento del PIL. Stime più precise si potranno avere soltanto con il programma del nuovo Governo.

(Fonte UniCredit Bank Weekly Notes, a cura della Redazione)

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