Hrusovsky: non c’è ragione di cambiare il sistema di finanziamento delle Chiese in Slovacchia

Il Governo uscente non sembra intendere di voler apportare alcuna modifica al sistema di finanziamento delle Chiese del Paese, anche se nel suo Manifesto di programma era indicata la volontà di riconsiderare questo problema. Secondo il quotidiano Pravda, ora né i politici né le Chiese stesse sembrano interessate ad una revisione delle norme in materia.

Ciò è stato confermato anche martedì scorso, quando il Presidente del Parlamento Pavol Hrusovsky (che è anche vice-presidente del Movimento Cristiano Democratico /KDH) ha incontrato personalità delle Chiese e comunità religiose, indicando che non vi è alcuna necessità di cambiare l’attuale sistema. «Se c’è qualcuno che vuole proporre un altro modello per i rapporti tra Stato e Chiese, se ne parlerà… ma per il momento riteniamo che le attuali norme siano ragionevolmente buone, e da parte dello Stato non c’è motivo di cambiarle», ha detto il capo del Parlamento Hrusovsky.

Allo stesso tempo, «la Chiesa cattolica sottolinea l’importanza della collaborazione con tutte le persone di buona volontà. E l’incontro con il Presidente del Parlamento della Repubblica Slovacca può essere inteso come l’espressione di tale buona volontà», ha detto, commentando il colloquio, l’ordinario militare cattolico mons. Frantisek Rabek. «Apprezziamo l’interesse delle pubbliche istituzioni e delle altre cariche politiche nei confronti delle attività e della vita delle Chiese, che offrono un contributo al bene comune della società», ha aggiunto Milos Klatik, Vescovo generale della Chiesa evangelica di confessione augustana.

Hrusovsky ha espresso gratitudine per il «lavoro discreto ma significativo» per la diffusione dell’armonia tra i cittadini della Slovacchia, stimolandone la coscienza ed il senso dei valori morali. Secondo l’uomo politico, la Slovacchia rappresenta un modello esemplare nella risoluzione delle relazioni tra Stato e Chiese riguardo alle questioni della composizione e della restituzione dei beni immobiliari. «In un dialogo responsabile, abbiamo trovato uno standard di finanziamento ottimale», ha affermato Hrusovsky, aggiungendo che lo Stato è aperto a tutti i suggerimenti in merito a possibili emendamenti del sistema attuale tramite discussioni costruttive, ai fini dell’approvazione di tutte le Chiese e di tutte le comunità religiose.

Le Chiese attualmente ricevono sovvenzioni da parte dello Stato in base al numero dei loro membri. Sono state proposte in passato anche altre forme di finanziamento, come ad esempio una tassa per la Chiesa o l’autofinanziamento, ma nulla è mai arrivato in porto.

Secondo il sociologo Miroslav Tizik, solo il partito liberale Libertà e Solidarietà (SaS) ha mostrato qualche interesse per una revisione delle norme. «È chiaro che c’è mancanza di volontà politica, dimostrata dal fatto che le discussioni si svolgono dietro le quinte, senza un dibattito pubblico. Gli altri partiti non vedono alcun motivo per aprire di nuovo il dossier, e nulla può avvenire senza l’accordo della Chiesa cattolica, perché il Trattato con il Vaticano lo impedisce», ha detto Tizik.

Anche il Presidente della Repubblica Gasparovic ha avuto giovedì un incontro con i rappresentanti religiosi,  nel quale si è detto felice di vedere come l’ecumenismo si stia diffondendo in Slovacchia, anche con il sostegno di eventi multireligiosi organizzati durante tutto l’anno. Gasparovic ha ricordato come la Costituzione slovacca garantisca alle Chiese e organizzazioni religiose di amministrare i propri beni, istituire organi, nominare sacerdoti o istituzioni in maniera del tutto indipendente dalle autorità statali. Una autonomia che «sarà difficile da trovare in altre Costituzioni democratiche». Una preghiera, ha detto un Gasparovic insolitamente spirituale, è il mezzo primo e più disponibile che abbiamo a nostra disposizione contro le forze che portano frutti cattivi. Al colloquio con il Presidente erano presenti hanno partecipato anche l’Arcivescovo cattolico di Bratislava Stanislav Zvolensky, il Vescovo generale della Chiesa evangelica in Slovacchia – Confessione di Augusta – Milos Klatik e il presidente onorario della Federazione slovacca delle Comunità ebraiche Pavol Traubner.

(Fonte Pravda/SIR/Tasr)

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