Fitch dà i voti alla Slovacchia

Le molte polemiche degli ultimi mesi – a livello mondiale – sull’attendibilità delle agenzie di rating (le “tre sorelle” Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch Ratings), accusate di essere incapaci, incompetenti e al soldo di chi le paga, non hanno al momento più di tanto scalfito il loro potere. E continuano come nulla fosse a dare giudizi sugli stati sovrani, loro che sono aziende private senza alcun controllo ‘pubblico’ o istituzionale, in attesa – si spera – di una riforma che ne modifichi o annulli il grande potere che detengono.

È uscito il rapporto di Fitch Ratings sulla Slovacchia. Se il nuovo Governo dimostra di essere stabile e in grado di portare avanti le riforme fiscali e strutturali, dice il rapporto, l‘agenzia Fitch Ratings aggiornerà il rating sovrano della Slovacchia nel medio termine. Attualmente Fitch valuta le passività slovacche a lungo termine in valuta estera (IDRs) con un A+ con outlook stabile.

Il voto alla Slovacchia incorpora già forti fondamentali di credito, riflettendo le importanti riforme portate a termine per l’adesione all’Unione europea dei due governi Dzurinda (SDKU, 1998-2006), nonché la sana gestione di bilancio da parte governi sia dell’SDKU che dello Smer che hanno portato all’adesione all’area Euro, ha scritto Fitch.

«La Slovacchia ha superato la crisi finanziaria globale relativamente bene fino ad oggi, a causa del basso profilo di rischio del settore bancario, l’assenza di squilibri macroeconomici, e una posizione fiscale ragionevolmente buona di partenza, così come l’effetto benefico degli incentivi alle rottamazioni delle automobili in Europa», afferma Douglas Renwick, direttore associato del gruppo Sovrano di Fitch.

Sebbene il disavanzo delle finanze pubbliche dello scorso anno al 6,8 per cento del PIL fosse ad un livello medio nella UE, Fitch avverte che le finanze pubbliche slovacche non sono sostenibili in questo momento e richiedono un risparmio del 3 per cento del PIL nel medio termine. Tuttavia, il moderato debito pubblico della Slovacchia (35 per cento del PIL, meno della metà del livello aggregato dell’area dell’euro) è uno dei punti di forza del rating.

Una regolamentazione del mercato del lavoro non restrittiva e gli aumenti di produttività negli ultimi cinque anni sono stati significativi, continua il rapporto, tuttavia la nuova coalizione di governo dovrà affrontare le riforme strutturali, se vuole garantire alla Slovacchia il mantenimento del record di forte crescita degli ultimi dieci anni.

Nonostante il cambio di direzione dal precedente governo SDKU (market-friendly viene definito da Fitch) alle politiche usate nel mandato Smer (2006-2010), la Slovacchia rimane una destinazione attraente per i capitali esteri, il che è stata la forza trainante della crescita negli ultimi anni. Nonostante la percezione della corruzione sia tra le più alte dell’Unione Europea (ed è peggiorata), l’adesione all’eurozona, bassi costi del lavoro e una posizione geografica favorevole hanno contribuito a mantenere l’attrattività del Paese per gli investitori.

(Fonte Dow Jones, a cura di Pierluigi Solieri)

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