Da Trieste nuovi treni collegheranno il porto con Germania, Ungheria e più avanti con tutta la CEE

È di questa settimana la presentazione di un primo collegamento ferroviario tra il porto dell’alto adriatico e il sud della Germania (Monaco di Baviera 5 viaggi/settimana e Ulm 1 viaggio/settimana), gestito da una cooperazione tra Rail Cargo Austria e il Gruppo T.O.Delta che gestisce il traffico container dello scalo giuliano al Trieste Marine Terminal. Dalla prossima settimana, poi, partirà un altro servizio per collegare Trieste con l’Ungheria (Budapest, 1 viaggio/settimana).

Le operazioni dei circa mille convogli stimati all’anno saranno gestite da Linea, società controllata dalle ferrovie austriache che cambierà la propria ragione sociale in Rail Cargo Italia. In un vicino futuro si parla anche di nuove destinazioni come Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia con nuove collaborazioni anche con Alpe Adria, l’impresa ferroviaria partecipata dall’Autorità Portuale di Trieste, Frulia e Trenitalia.

L’assessore friulano ai Trasporti Riccardi ha citato l’apertura ufficialmente manifestata negli scorsi mesi dall’Unione Europa per l’estensione del Corridoio Baltico Adriatico anche agli scali portuali dell’Alto Adriatico, che rappresenta per Trieste, ma anche per Ravenna, una vera prospettiva strategica.

(La Redazione/Fonte trasportoeuropa.it)

2 comments to Da Trieste nuovi treni collegheranno il porto con Germania, Ungheria e più avanti con tutta la CEE

  • Franco Wendler

    Non c’e’ solo Ravenna nell’alto Adriatico… ma anche Venezia, ed altri Porti. Inoltre, la fonte trasportoeuropa.it cita l’Assessore ai Trasporti Riccardi, che si augura che i Porti Italiani possano beneficiare di azioni di liberalizzazione da parte di questo governo. Considerando che, ovviamente, detti collegamenti ferroviari non servono se i porti non offrono servizi efficienti e competitivi; solo cosi’ si conquistano nuovi traffici e si attraggono le compagnie di navigazione.

  • Trieste 20 – 09 – 2010

    Penso sia assolutamente condivisibile l’affermazione ribadita nell’articolo che almeno per il momento sarebbe più saggio ed opportuno che in attesa della costosa e problematica realizzazione del Corridoio N° 5, si cercasse di supportare le ben più modeste esigenze del Corridoio Baltico andando ad ottimizzare la funzionalità / potenzialità / sfruttamento di alcune nostre sottoutilizzate infrastrutture e direttrici ferroviarie, poiché soltanto in questo modo saremo in grado di assicurare alla Portualità dell’Alto Adriatico in tempi ragionevolmente contenuti dei collegamenti adeguati con quelli che si possono considerare i nostri attuali e futuri mercati di riferimento e nel contempo assecondare le crescenti esigenze dell’Armamento e dei flussi merceologici.
    Non possiamo sottovalutare il fatto che in merito alla pianificazione della tratta “Ronchi Divaccia del Corridoio N° 5, sembra che nelle menti dei nostri Amministratori non sia ancora ben chiaro se le scelte in merito alle caratteristiche del tracciato della citata tratta che ci interessa più da vicino, debbano assecondare in termini di pendenze massime e raggi di curvatura minimi le notevoli ed onerose esigenze dell’alta velocità, oppure se valutate le necessità della nostra Portualità e la imprevedibili difficoltà di cantierizzazione dovuta alla particolare morfologia del territorio Carsico, sia invece più saggio accontentarsi che i convogli viaggino ad una velocità di 150 km/ora ed adottare quindi le specifiche molto meno esigenti e costose relative alla realizzazione dei tracciati dell’alta capacità ferroviaria.

    Dovremo essere tutti ben coscienti che:

    1. Se saremo ancora indecisi sul percorso e sulle caratteristiche del Corridoi N° 5
    – alta capacità oppure alta velocità -.

    2. Se non saremo in grado di pianificare e realizzare in tempi ragionevolmente brevi alcune nuove infrastrutture Portuali.

    3. Se le nostre economie faranno registrare un’ulteriore regresso.

    4. Se il calo demografico nella nostra Città non si arresterà.

    Difficilmente potremo indurre la Comunità Europea lo Stato Italiano ed i Finanziatori privati, ad investire ingentissime risorse in un’area dal futuro cosi incerto e quindi penso che il futuro delle nostre tratte dei Corridoi T.E.N. sia tutto nelle nostre mani, ed in quanto sapremo fare per generare finalmente nelle nostre terre un nuovo clima di fiducia.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

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