Il saluto di Capodanno del Presidente: la Slovacchia dovrà affrontare tempi difficili

Il Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic ha salutato la Nazione nel suo tradizionale discorso di Capodanno trasmesso in diretta dalle televisioni. «Alle soglie di un altro nuovo anno si preferirebbe solo un messaggio con buone notizie. Ma oggi la situazione richiede che io dica la verità e cose meno piacevoli», ha esordito il Presidente, avvertendo che sta per arrivare un periodo difficile per gli slovacchi, che però devono essere in grado di gestirlo, specificando che i politici non possono mettere tutto il peso sulle spalle dei cittadini e che questi «non possono tirare la cinghia all’infinito».

Inoltre, ha spiegato, «non possiamo aspettarci che il popolo non difenda i propri diritti sociali e legali», notando che questi diritti sono certezze che diventano sempre più flebili e difficili da raggiungere. «Si parla spesso della necessità di aumentare la qualità dell’istruzione, dello stesso sistema scolastico, la cultura, ma nel contempo accettiamo passivamente che non sia possibile reagire in modo sufficientemente flessibile per soddisfare le esigenze del mercato del lavoro per una diversa istruzione», ha sottolineato. Il divario, ha continuato, è tra l’istruzione teorica e l’applicazione pratica.

Gaparovic ha detto di comprendere chi si sta chiedendo «come è possibile che si sia arrivati a questa situazione» nella politica slovacca, e ha puntato il dito contro «quei politici che hanno abbandonato i cittadini», prestando maggiore attenzione ai litigi ed insulti piuttosto che ai problemi della gente, che sta perdendo, ha detto, la fiducia nei politici e nel sistema politico. Egli ha invitato dunque gli attori dell’agone politico a prendersi maggior cura della società e non soltanto di promuovere se stessi. Gasparovic ha fatto appello al popolo slovacco a votare per i politici la cui missione sarà quella di servire effettivamente gli interessi della gente. «Dipende da voi a chi dare la responsabilità della gestione del vostro Stato», ha dichiarato. Secondo lui, la recente caduta del Governo (il più breve finora della pur breve storia della Slovacchia) è stata in parte causata dall’inesperienza di molti politici. «Persone che ignoravano il funzionamento di base del sistema di politica interna ed estera sono diventati ministri», ha detto.

Gasparovic ha sottolineato che sono gli slovacchi stessi che devono essere attivi per poter prosperare economicamente e culturalmente e assicurare il lavoro per tutti, invitandoli a non aspettare passivamente che qualcuno venga ad offrire loro un lavoro. «Siamo noi, qui a casa nostra, a dover decidere da soli quello che dobbiamo fare oggi e cosa ci porterà benefici in futuro», ha dichiarato.

Tra le altre cose, il Presidente ha fatto una critica forte della società contemporanea e del suo aspetto ludico, dicendo che «Siamo soddisfatti della banale “cultura kitsch”», mentre «la spiritualità è spinta via dal consumismo e dal materialismo». E ha ricordato la recente crisi del settore sanitario, spiegando la sua forte preoccupazione per la protesta sindacale che ha coinvolto migliaia di medici negli ospedali di tutta la Slovacchia. «Nessuno pone alcun dubbio sui diritti dei medici, … ma anche i pazienti hanno i loro diritti e mi chiedo quale gruppo sia più vulnerabile».

Terminando, Gasparovic ha invitato gli slovacchi a non essere pessimisti e rassegnati per i molti problemi emergenti, ricordando che «nei 19 anni della Slovacchia indipendente, e dopo le numerose prove che abbiamo superato, abbiamo dimostrato che siamo in grado di gestire il Paese e imparare dai nostri errori. Sono convinto che questa crisi è solo un altro test che sapremo superare grazie alla nostra tenacia», ha esortato Gasparovic, aggiungendo che abbiamo un Paese bellissimo che merita la nostra attenzione.

(La Redazione, Fonte Tasr/Sme)

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