L’impianto chimico NChZ in fallimento ha trovato un compratore, è la ceca Via Chem

Il nuovo proprietario dell’azienda chimica Novacke chemicke závody (NChZ) di Novaky, un’impresa strategica per la Slovacchia, che si trovava da tempo in condizione di bancarotta, è la società ceca Via Chem Slovakia. Lo ha deciso la Corte distrettuale di Trencin che ha dato l’ok all’offerta fatta da Via Chem per l’acquisto dell’impianto chimico per la somma di 2.200.000 euro, mentre l’altra parte interessata all’affare, la società M-Energo, si era limitata ad aggiungere 50 mila euro alla precedente offerta di 2 milioni. Entrambi i potenziali acquirenti hanno presentato le loro offerte, senza l’obbligo di tenere la società operativa per un periodo di cinque anni. La Commissione Europea ha contestato il concorso pubblico per la vendita dello stabilimento. Era stata la Commissione che aveva multato la società NChZ due anni fa per aver fatto parte con altri produttori chimici europei di un accordo di cartello sul mercato chimico continentale; la sanzione di 19,6 milioni di euro aveva portato la società slovacca al fallimento.

Il capo dei sindacati dell’azienda di Novaky ha ammesso di non sapere nulla di chi ha comprato, ma ha detto di essere felice che qualcuno l’abbia fatto. C’era stato anche un primo turno di gara che era stato vinto lo scorso anno dalla M-Energo di Miroslav Remeta, un imprenditore attivo nel settore energetico, che aveva offerto sempre 2 milioni di euro ma il tribunale di Trencin ha voluto provare ad ottenere di più. Secondo il direttore di NChZ, Ondrej Macko, il valore di mercato dell‘impianto (che è rimasto operativo nonostante il fallimento) era attualmente di circa 15 milioni di euro, e ancora impiega a tempo pieno 1.500 dipendenti dopo i 200 licenziati in primavera per tagliare i costi.

La società acquirente Via Chem è collegata, secondo i media cechi riportati dal quotidiano slovacco Hospodarske Noviny, al controverso imprenditore Petr Sisak, che in Repubblica Ceca è noto per essere stato condannato quattro anni fa da un tribunale a Litomerice per operazioni di tunneling della banca Prvni Slezska Bank, che successivamente andò in bancarotta. Sisak avrebbe anche causato problemi al noto club di calcio Slavia Praga, che con Sisak come presunto proprietario di maggioranza si trovò lo scorso anno sull’orlo del disastro. La Federazione calcio ceca minacciò di togliere la licenza al team, che quasi perse il suo stadio, e diversi giocatori lasciarono la squadra perché non erano pagati da diversi mesi.

(La Redazione, HNonline)

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