Raffica di aumenti tra prezzi, tasse e commissioni aumenteranno il numero di coloro in stato di povertà

Varie forme di aumenti di tariffe, imposte e tasse sono destinati a entrare in vigore quest’anno, scrive il quotidiano Sme di ieri in un ampio articolo. Alcune città e villaggi aumenteranno le tasse locali, in particolare quelle relative alla proprietà e alla raccolta dei rifiuti, mentre gli imprenditori di sette delle otto regioni del Paese si vedranno aumentare le tasse sui veicoli. I lavoratori autonomi, nel frattempo, dovranno pagare di più in contributi per le assicurazioni sanitarie e sociali obbligatorie.

Inoltre, scrive Sme, l’IVA sarà quasi certamente ritoccata all’insù dopo le elezioni generali di marzo, dato che sia la destra che la sinistra non hanno negato questa tendenza, almeno per alcune famiglie di prodotti. Smer ha ammesso che avrebbe preso in considerazione aumenti di IVA per i beni di lusso, mentre il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS) prevede aumenti soprattutto su tabacco e alcol, oltre a un possibile rincaro delle imposte verdi. Il presidente di Smer-SD, l’ex Premier Robert Fico, vorrebbe anche aumentare le tasse per le aziende e i dipendenti che hanno «redditi superiori alla norma».

Nel frattempo, il quotidiano Pravda calcola che l’aumento dei prezzi nei negozi, le bollette energetiche più salate e costi per trasporti e servizi più cari costeranno a una famiglia media con due figli qualcosa come 35 euro in più al mese quest’anno. Alcune famiglie, soprattutto quelle che hanno perso sgravi fiscali e che viaggiano per lavoro, potrebbero anche trovarsi a spendere una cifra doppia. Secondo la sociologa Sylvia Porubanova, sentita dal giornale, una serie di persone ha ormai esaurito la gamma di prodotti e servizi sui quali risparmiare, il che porterà ad aumentare il numero di persone che vivono in povertà. Il Ministero delle Finanze sostiene, scrive Pravda, che i costi aggiuntivi saranno coperti da un aumento atteso degli stipendi del 3,4%, ma l’analista Eva Sadovska di Postova Banka sottolinea che non vi è alcuna garanzia di questo, di fronte a una crisi del debito che potrebbe trasformarsi in una recessione.

E le banche non stanno certo a guardare, come indica un articolo di Hospodarske Noviny: dall’inizio dell’anno una serie di istituti di credito ha pensato bene di rivedere i listini delle proprie commissioni per i servizi resi alla clientela di tipo bancario e finanziario, non dimenticando le commissioni sulle carte di pagamento. Alcune delle banche più grandi, come VUB Banka, OTP Banka, Prima Banka Slovensko (ex Dexia) e UniCredit Banka hanno aumentato le tariffe per i pacchetti di servizi a cominciare dall’inizio dell’anno, mentre Volksbank Slovensko e Slovenska Sporitelna lo faranno a partire da marzo.

(La Redazione)

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