Il nuovo Codice del Lavoro slovacco all’esame della Corte Costituzionale su proposta di Smer

L’emendamento al Codice del Lavoro che, spinto dal Ministro del Lavoro Jozef Mihal (SaS), è stato approvato dal Parlamento slovacco entrando in vigore nel settembre di quest’anno, è già stato esaminato dalla Corte Costituzionale dopo la denuncia presentata dal partito di opposizione Smer-SD, ha scritto oggi il quotidiano Pravda. La modifica del Codice del Lavoro, è scritto nell’articolo, limita vari diritti dei lavoratori dipendenti. Mihal l’ha descritto come il «più progressista nella storia dello Stato» e ha promesso che avrebbe contribuito a creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.

I parlamentari di Smer-SD, invece, considerano per esempio incostituzionale che se un dipendente riceve un avviso di licenziamento in contrasto con la legge può soltanto ricevere uno stipendio di nove mesi quale risarcimento. Secondo la normativa originaria, quando un dipendente portava un datore di lavoro in tribunale per la stessa ragione, il risarcimento veniva deciso dal tribunale.

Un’altra misura considerata incostituzionale da Smer-SD è la cosiddetta “clausola di non concorrenza”. Secondo la nuova versione del Codice del Lavoro, le aziende possono inserire nel contratto con i dipendenti una clausola che vieta loro di lavorare in uno stesso incarico per una società diversa per un periodo di un anno dopo la fine del loro contratto di lavoro. Con un compenso per la violazione della clausola di almeno il 50% dello stipendio del dipendente. Secondo il deputato Smer Branislav Ondrus, la formulazione di questa misura è vaga e non specificare se la clausola anti-competizione debba essere applicata sia nei lavori manuale che in quelli intellettivi.

(Fonte Pravda)

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