Derenik: la Slovacchia ha una maggiore produttività della forza lavoro dei cechi

Mentre la Slovacchia ha il più basso tasso di occupazione nei quattro paesi del Gruppo di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia), ha però la più alta produttività attuale della forza lavoro, scrive l’analista David Derenik sulla newsletter settimanale di UniCredit Bank, sulla base di dati Eurostat. Se gli Slovacchi producono a testa – in media – l’82% del valore aggiunto a parità di potere d’acquisto, i cugini cechi si fermano nello stesso periodo a un livello inferiore dell’11%.

«Mentre in media un lavoratore slovacco ha prodotto il valore aggiunto nominale di 30.500 euro nel 2010, un ceco in media ha prodotto per 1.000 euro in meno», si legge nell’analisi. Se la Slovacchia raggiungesse lo stesso livello di occupazione della Repubblica Ceca, mantenendo la sua produttività, il PIL pro capite in Slovacchia sarebbe del 12% superiore a quello ceco. In termini di produttività della forza lavoro in tutta l’UE, la Slovacchia raggiungerebbe l’89,1% della media.

Ma i dati non tengono in considerazione il tasso di occupazione, e calcolano la quota del PIL su tutta la popolazione. In questi termini, la Slovacchia ha raggiunto soltanto il 73,8% della media UE nel 2010, mentre la Repubblica Ceca è arrivata al 79,5%, l’Ungheria al 64,8% e la Polonia al 62,7%. L’Austria, intanto, che ha all’incirca lo stesso tasso di occupazione della Repubblica Ceca, ha raggiunto oltre il 126,2% della media UE dello scorso anno.

(Fonte UniCredit Weekly Newsletter)

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