Professionisti dell’UE: la Commissione adotta il “Passaporto europeo”

L’aumento della domanda di personale altamente qualificato in tutta l’UE è stimato in crescita da qui al 2020, con circa 16 milioni di posti di lavoro. Per venire incontro alle esigenze di questa nuova situazione, la Commissione europea ha adottato ieri una proposta che modernizza la Direttiva sulle Qualifiche Professionali, con l’obiettivo di rendere rapido, semplice e affidabile il riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute nell’Unione Europea. La proposta ha lo scopo di semplificare le regole per la mobilità dei professionisti all’interno dell’UE, introducendo una sorta di passaporto per tutte le professioni interessate.

«L’Europa sta affrontando numerose sfide», ha commentato il Commissario al Mercato interno ed ai Servizi finanziari, Michel Barnier. «Una di esse sarà l’aumento della domanda di personale altamente qualificato in tutta l’UE. La proposta odierna sulle qualifiche professionali risponde all’esigenza di disporre di un buon sistema di riconoscimento delle qualifiche per sostenere la mobilità dei professionisti di tutta Europa».

«In questo modo, per coloro che dispongono delle necessarie qualifiche sarà più facile trasferirsi laddove si prospettano offerte di lavoro, contribuendo così alla crescita dell’economia europea», ha proseguito il Commissario. «Sono convinto che l’idea di una tessera professionale europea, sotto forma di certificato elettronico, sia la giusta via da seguire, semplificando e accelerando le procedure di riconoscimento per i professionisti disposti a trasferirsi per lavoro».

Tra gli elementi chiave della proposta: riconoscimento più semplice e rapido delle qualifiche dei professionisti nell’UE; migliore accesso alle informazioni sul riconoscimento delle qualifiche professionali; aggiornamento dei requisiti minimi per dottori, dentisti, farmacisti, infermieri, ostetriche, chirurghi ed architetti; introduzione di un meccanismo di allerta per le professioni sanitarie.

(Fonte Aise)

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