Gasparovic firma legge per aumenti ai medici insieme a stop trasformazione ospedali statali

Gli stipendi dei medici che lavorano negli ospedali gestiti dallo Stato slovacco aumenteranno da gennaio 2012, con un secondo scalino nel luglio 2012, e nel contempo è stato annullato il progetto di trasformazione delle strutture sanitarie pubbliche in società di capitali con la firma da parte del Presidente Ivan Gasparovic della legge passata dal Parlamento la scorsa settimana. Secondo la legge, che ricalca il memorandum firmato tra Governo e sindacati dei medici, gli stipendi dei dottori a inizio carriera aumenteranno a 1,05 volte il salario medio in Slovacchia di due anni fa, mentre quello dei medici certificati con esperienza arriverà fino a 1,6 volte il salario medio. In questo modo, il salario minimo di un medico che lavora in un ospedale pubblico partirà da 1.230 euro lordi mensili. A luglio, poi, i loro stipendi saliranno ancora a 1,2 e 1,9 volte, rispettivamente, per un ammontare di circa 200 euro in più. Un terzo blocco di aumenti, che è stato congelato nella discussione tra le parti, sarà trattato con il nuovo Governo che uscirà dalle elezioni anticipate di marzo.

La firma del Presidente dovrebbe porre fine alla crisi che si è verificata nel sistema sanitario slovacco negli ultimi mesi. Iniziata alla fine di settembre con oltre 2.400 medici che hanno presentato le loro dimissioni, la crisi è culminata alla fine di novembre con l’effettiva entrata in vigore di 1.400 di queste e la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo in 16 ospedali di tutta la Slovacchia. In base allo stato di emergenza, una parte dei medici recalcitranti è stata costretta a recarsi comunque al lavoro, pena sanzioni amministrative e penali. Dopo un lungo contrasto, il Governo ha ceduto in molti dei punti che i sindacati avevano posto sul tavolo, pur non facendo eccessive concessioni finanziarie, stante la situazione delle finanze pubbliche del Paese. Il Governo ha poi passato al Parlamento la proposta di assolvere alle promesse del memorandum, ma qui la maggioranza di centro-destra ha bloccato le norme, che sono state approvate grazie ad una mozione dei socialdemocratici di Smer-SD votata dall’opposizione insieme al partito di maggioranza Most-Hid, e grazie all’uscita dall’aula al momento del voto dei liberali di SaS.

Con la firma in legge delle loro richieste, l’Associazione sindacale dei medici (LOZ) ha dichiarato cessata l’allerta sciopero che aveva dichiarato poco dopo la firma del memorandum con la Premier Radicova. La minaccia di sciopero era stata tenuta in vita per i timori dei medici che il Parlamento non tenesse fede alle proposte del memorandum governativo.

Intanto, il Ministero della Salute intende limitare il diritto di medici e personale sanitario a fare sciopero con un emendamento che prevedeva di presentare quest’oggi, dando al Governo la possibilità di dichiarare chiuso lo sciopero nel momento in cui la sanità entri in situazione critica e metta in pericolo la vita delle persone e il diritto costituzionale alle cure sanitarie. La proposta prevede multe fino a 3.300 euro ai medici che rifiutano di tornare al proprio posto di lavoro. E il Ministero della Giustizia sta lavorando a proporre per gli stessi medici anche una sanzione penale, così che chi sciopera nonostante il richiamo del Governo potrà rischiare fino a 2 anni di prigione.

(La Redazione)

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