La Slovacchia prende un prestito per aiutare a salvare l’euro

Mantenere la moneta unica europea costerà alla Slovacchia più di quanto si pensasse. Mentre la somma prevista inizialmente era stato 1,5 miliardi di euro, oggi l’Unione Europea si aspetta che il Paese contribuisca con un 50% in più, per un totale di 2,3 miliardi. Per sostenere il Fondo monetario internazionale (FMI), la Slovacchia dovrà dunque prendere un prestito. La Banca Centrale della Slovacchia (NBS) chiederà un prestito alla Banca centrale europea (BCE) e quindi trasferire il denaro all’FMI. Gli interessi sul prestito verranno pagati dalle casse slovacche e rappresentano un inevitabile aggravio sul bilancio dello Stato. Ma i costi, comunque, dovrebbero essere “sostenibili”, secondo il Governatore di NBS Jozef Makuch. Il contributo al fondo dovrebbe costare alcune decine di milioni di euro alla Slovacchia, i cui dettagli sono stati discussi ieri tra la Banca Centrale e il Ministero delle Finanze.

L’accordo per creare una maggiore integrazione economica e di bilancio nell’Unione Europea è stato stabilito la settimana scorsa al vertice UE. Il futuro del nuovo patto fiscale rimane poco chiaro, dato che molti stati membri dell’UE mostrano esitazione nel decidere di prendervi parte. Eccetto il Regno Unito, che ha esercitato il suo diritto di veto, anche Ungheria, Svezia e Repubblica Ceca, che hanno accettato di valutare il piano franco-tedesco per salvare la Zona Euro, non hanno espresso ancora la volontà di andare avanti.

(Fonte Slovensky Rohzlas)

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