FT: ombre sull’Europa, le incognite del nuovo trattato

Il 9 dicembre è stato firmato l’accordo sul nuovo Trattato per l’unione fiscale dell’Unione Europea. Pochi giorni dopo, «le speranze franco-tedesche sono in pericolo, e diversi leader dell’Unione sottolineano le difficoltà di far approvare il patto dai loro parlamenti nazionali», scrive il Financial Times. Almeno 4 paesi esterni all’Eurozona temono che l’approvazione del trattato in parlamento dipenderà dalla formulazione di quello che promette di essere un complicato testo legale. Inoltre, «anche all’interno dei 17 membri dell’unione monetaria emergono alcune crepe. In Irlanda i leader dell’opposizione chiedono al Primo Ministro Enda Kenny di fare un referendum sul nuovo patto – che con ogni probabilità avrebbe un esito disastroso – mentre nei Paesi Bassi l’opposizione pro-europea accusa il Governo di minoranza di Mark Rutte di aver gestito l’accordo in modo inadeguato».

Il primo abbozzo del nuovo trattato dovrebbe essere elaborato prima delle vacanze natalizie, ma secondo Martin Wolf, noto commentatore economico del giornale, quella che doveva essere una «unione di crescita e stabilità» sarà una «unione di instabilità e stallo». Questa «orgia di austerity», prosegue Wolf, porterà a «una recessione strutturale e prolungata nei paesi vulnerabili. La difesa della moneta unica provocherà il crollo dei salari, la deflazione del debito e uno stallo duraturo».

Il sito di informazioni europee Presseurop dunque si chiede: davvero il prezzo da pagare per lo scioglimento è peggiore dell’attuale realtà?

(Fonte Presseurop.eu)

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