Min. Giustizia: Corte europea dei diritti dell’uomo non ha confermato che le sterilizzazioni erano parte di un piano

Il Ministro della Giustizia Lucia Zitnanska (SDKU-DS) ha espresso rammarico per il caso di una donna slovacca di etnia rom che ha chiesto un risarcimento alla Corte europea dei diritti dell’uomo (ECHR) per la sterilizzazione forzata che ha subito in un ospedale pubblico a Presov nel 2000. La Corte ha concesso il mese scorso la violazione al suo diritto di protezione contro i trattamenti disumani e umilianti, e del suo diritto alla tutela della vita privata e familiare, decidendo un risarcimento a suo favore, a carico dello Stato slovacco.

Il Ministro ritiene che la Corte nelle sue conclusioni ha trovato lacune nella legislazione valida al tempo sul consenso informato e le prestazioni di sterilizzazione, ma, non ha confermato le gravi accuse «relative alla politica organizzata di sterilizzazioni di donne rom in Slovacchia». La Zitnanska ha sottolineato che nella valutazione è indicato che non è dimostrabile che «i medici abbiano proceduto alla sterilizzazione della donna in malafede, e che il loro comportamento fosse intenzionalmente a sfondo razziale o che la sterilizzazione fossa parte di un programma pianificato».

Il Ministro ha ricordato che dal 2004 esiste un nuovo regolamento per il consenso informato, equiparando «i diritti dei pazienti con gli standard internazionali» per prevenire situazioni simili in futuro, ha detto. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha escluso nel suo verdetto dell’8 novembre che la sterilizzazione doveva essere eseguita per motivi di salute, perché la sterilizzazione non è un intervento salva-vita ed era perciò necessario il consenso informato del paziente.

La ricorrente, che preferisce rimanere anonima, ha chiesto fin dal 2004 sia le scuse che un risarcimento nei tribunali slovacchi, ma tutti i reclami erano stati respinti, il ch el’ha spinta a rivolgersi alla Corte europea nel 2007, lamentando una violazione dei suoi diritti garantiti dalla Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Già lo scorso anno La Corte europea dei diritti dell’uomo aveva trattato un caso di sterilizzazione illegale di otto donne rom, stabilendo che lo Stato aveva violato il diritto di queste donne sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, perché non hanno avuto accesso alla documentazione medica riguardante la loro sterilizzazione alla quale erano state inconsapevolmente sottoposte. La Slovacchia fu condannata a pagare 3.500 euro a ognuna di queste donne.

(Fonte Slovensky Rohzlas)

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