Chiuso il termine per la presentazioni delle liste, poche le cose davvero degne di nota

Si è concluso l’altro ieri il termine per la presentazione delle liste dei candidati per prossime elezioni anticipate, previste per il 10 marzo 2012. Con il Natale alle porte e gli odori di vin brulé e dolcetti dell’Avvento che si spargono per le città e i suoi mercatini, i politici slovacchi hanno iniziato da qualche tempo la loro campagna elettorale in una stagione per la Slovacchia del tutto insolita. Prima di ora, infatti, tutti gli appuntamenti elettorali locali e nazionali si erano tenuti nella tarda primavera o in autunno.

Abbiamo già notato sulle strade i cartelloni pubblicitari di vari partiti, alcuni dei quali augurano il Buon Natale in modo un po’ inconsueto. Come i 6×3 del Partito Nazionale Slovacco (SNS) dove un Babbo Natale del partito distribuisce come regali scuola, pensioni e sport, mentre un diavolo che impersona tutto il resto (della politica slovacca, ma anche della matrigna Europa con i PIGS in primo piano – e l’Italia in “bella” mostra) ruba il rubabile, il tutto accompagnato dal motto: «Lasciate che il Signore protegga la Nazione slovacca».

Gran parte dei partiti avevano già presentato le loro liste con qualche giorno di anticipo, e la prima riunione della Commissione elettorale centrale (UVK) è stata convocata dal Primo Ministro Iveta Radicova entro il 16 dicembre. Ogni partito (o coalizione di partiti) che presenta una lista di candidati ha il diritto di nominare un rappresentante nella Commissione elettorale.

Sono in tutto 26 le liste presentate da partiti politici per le elezioni 2012. Secondo il capo di UVK, Livia Skultetyova, c’erano diverse irregolarità amministrative nelle liste dei candidati, inclusa l’omissione di titoli accademici o dettagli sul lavoro dei candidati. In totale le liste contengono 2.971 nomi, e soltanto 15 partiti hanno presentato liste complete di 150 nomi, il numero dei seggi disponibili in Parlamento.

Tra le liste dei maggiori partiti si notano poche differenze con quelle presentate appena nela primavera del 2010 per le scorse elezioni parlamentari. Nell’elenco di SDKU, per esempio, la cosa che spicca di più è l’assenza del nome dell’attuale Premier, Iveta Radicova, in seguito al suo annuncio ufficiale di lasciare il partito e la politica dopo le elezioni di marzo. Tra i primi nomi della lsita manca anche quello del deputato Stanislav Janis, ex capogruppo parlamentare del partito nel mandato 2006-2010, che lo si trova soltanto al numero 56. Janis fece un certo scalpore nel novembre dello scorso anno quando sostenne la candidatura per la rielezione dell’ex Procuratore generale Dobroslav Trnka, che tutto il centro-destra voleva invece ufficialmente mandare a casa.

SDKU sarà guidato alle elezioni dal suo presidente Mikulas Dzurinda, ora Ministro degli Esteri, seguito dal Ministro delle Finanze Ivan Miklos, dal Ministro della Giustizia Lucia Zitnanska, e dall’attuale capo del gruppo parlamentare Jozef Mikus. All’ottavo posto è il Ministro dell’Istruzione Eugen Jurzyca e al nono il Presidente della Regione di Bratislava Pavol Freso.

Nella lista di Smer-SD, il maggior partito slovacco, è lo stesso leader Robert Fico a dire che non ci sono sorprese. Fico è in cima all’elenco, seguito dai suoi vice Pavol Paska, Robert Kalinak, Marek Madaric, Dusan Caplovic e Peter Kazimir, tutti in posizioni di rilievo nell’Amministrazione del Governo del mandato 2006-2010 guidato da Fico. Seguono anche gli ex ministri Jan Pociatek e Richard Rasi.

Libertà e Solidarietà (SaS), che ha fatto parte della coalizione che ha governato in questo mandato, ma che dopo aver fatto cadere il Governo non è più gradito ai suoi ex alleati, ha messo al top della lista il suo presidente Richard Sulik seguito da quattro Ministri: Daniel Krajcer (Cultura), Juraj Miskov (Economia), Lubomir Galko (Difesa) e Jozef Mihal (Lavoro). È chiara dunque in questa mossa la difesa dell’operato del Ministro della Difesa Galko, che aveva ordinato ai servizi segreti militari un’operazione di intercettazione di alcuni giornalisti, e sembra anche una segretissima operazione “Dama” (Signora), che mirava a spiare la Premier Iveta Radicova. Nell’elenco di SaS appare anche il giudice Peter Paluda, che è stato uno dei candidati bocciati a SaS per la posizione di direttore del Dipartimento di sicurezza nazionale (NBU).

Presentata anche la lista del Movimento per una Slovacchia Democratica (HZDS) di Vladimir Meciar, uomo politico che ha dominato per molti dei diciotto anni della Repubblica Slovacca, e che anche quando non al potere direttamente ha sempre avuto modo di influenzare la politica slovacca. Tranne nell’ultimo scorcio di questo termine parlamentare, dato che il suo partito per la prima volta è rimasto fuori dal Parlamento. L’ex Primo Ministro Meciar, che guida la sua lista, ha ammesso che se alle elezioni 2012 il partito non riuscirà di nuovo a superare la soglia del 5% di sbarramento potrebbe anche lasciare la politica, ma porterà con sé tutto il gruppo dirigente attuale, fondando un rinnovamento del partito, che definisce ancora «il più grande partito in Slovacchia».

Il Movimento Cristiano Democratico (KDH) mette in cima il suo presidente Jan Figel, attuale Ministro dei Trasporti ed ex Commissario Europeo. Seguono tra i primi nomi Pavol Hrusovsky (attuale Presidente del Parlamento), i Ministri e Sottosegretari Daniel Lipsic (Interni), Ivan Uhliarik (Salute), Jan Hudacky (Trasporti), e alcuni altri parlamentari di esperienza come Julius Brocka, Pavol Abrhan e Radoslav Prochazka, apprezzato capo della Commissione costituzionale. Anche qui c’è una conferma da parte del partito di un Ministro chiacchierato come Ivan Uhliarik, da molti criticato per aver lasciato incancrenire la situazione nella sanità con la protesta dei medici ospedalieri che ha prodotto un grande disagio nel Paese e il timore di una emergenza sanitaria di grandi proporzioni.

Anche il partito slovacco-ungherese Most-Hid non ha fatto grandi stravolgimenti nel suo assetto elettorale, e dopo il presidente Bela Bugar, uno dei politici in generale più apprezzati sulla scena politica slovacca per la sua pacatezza e capacità oratoria, seguono nomi noti come il Ministro Zsolt Simon, il capogruppo Laszlo Solymos, il vice Primo Ministro Rudolf Chmel o l’ex Sottosegretario Ivan Svejna.

I nazionalisti di SNS (Partito Nazionale Slovacco) saranno come sempre guidati da Jan Slota, seguito dai suoi generali Andrej Danko e Rafael Rafaj (capo del gruppo parlamentare). Al quarto posto è un altro pezzo importante della storia del partito, l’ex Ministro dell’Istruzione Jan Mikolaj, e più avanti è un altro ex, Miroslav Jurena (Agricoltura). Tra le novità, sarà al numero 20 il giocatore di hockey Marek Uram, unico non membro di SNS.

C’è attesa per diversi altri politici di minore levatura, come quelli del Partito Civico Conservatore (OKS) e i Democratici conservatori della Slovacchia (KDS), che cercheranno l’elezione come candidati in liste di altri partiti, come la lista preparata da Gente Ordinaria (OL), la formazione da poco registrata dal “ribelle” del Parlamento, Igor Matovic, divenuto in breve tempo una personalità nell’agone politico slovacco per le sue esternazioni senza peli sulla lingua e le sue battute caustiche. In particolare, il partito di Matovic sarà l’unico che non mette al numero 1 il suo leader, optando invece dal fisico – e giornalista del settimanale Tyzden – Martin Mojzis, seguito dal capo della prosa del Teatro Nazionale Slovacco, Stefan Bucko, e dal professore universitario e pediatra Eva Horvathova. Matovic, si vanta del fatto che i primi cinque candidati nella sua lista hanno un totale di 14 titoli universitari, che è il numero più alto tra tutte le liste elettorali pubblicate finora.

Anche attori del tutto nuovi alla politica sono usciti alla ribalta negli ultimi tempi, come l’emergente movimento del 99 per cento, che si è registrato come partito appena il 7 dicembre, ma aveva invaso le città slovacche con i suoi cartelloni promozionali riportanti a enormi caratteri il suo slogan “99 per cento” proveniente dal movimento statunitense di protesta Occupy Wall Street. Il movimento ha deciso di far decidere via internet la lista dei candidati, che vengono considerati “candidati civici”. Tra i nomi della prima ora vi sono l’avvocato e imprenditore Ivan Weiss, considerato il finanziatore del progetto, e Mario Radacovsky, ex ballerino e direttore del Balletto nazionale slovacco. Gli analisti politici, comunque, non danno loro molte chance di passare la soglia del 5%.

Anche una (modesta) “star” del piccolo schermo, la protagonista di reality show Nora Mojsejova, si è lanciata in politica all’ultimo momento con il suo “Partito della libertà di parola di Nora Mojsejova”. La Mojsejova, ricca imprenditrice, si pensava in un primo momento che avrebbe rilanciato il partito ANO (formazione liberale guidata nei primi anni Duemila da Pavol Rusko che divenne Ministro dell’Economia nel 2002), dato che ne aveva ricevuto i diritti dal suo fondatore. La Mojsejova si è vantata di aver messo tre studenti nei primi venti posti della lista, al contrario di quanto fatto da tutti gli altri partiti, e nessuna celebrità tranne lei, «perché sono la più grande celebrità in Slovacchia», in un partito che «non è di destra né di sinistra». Se eletta, la Mojsejova intende tra le altre cose ridurre l’Iva al 10% per alimentari e farmaci e aumentare il salario minimo di legge, che oggi, dice, una vergogna per l’intero Paese (si tratta di 317 euro lorde al mese).

Qui di seguito le ventisei entità politiche che hanno presentato una lista per partecipare alle elezioni generali di marzo: 99 per cento – La voce dei cittadini, il Partito Comunista della Slovacchia (KSS), Movimento Cristiano-Democratico (KDH), Partito del popolo-Movimento per una Slovacchia Democratica (LS-HZDS), Partito del popolo-Slovacchia nostra, Most-Hid, Nazione eGiustizia (NaS), Gente Ordinaria- Personalità Indipendenti (OL), Legge e Giustizia, Lo facciamo per i bambini-SF, Unione Cristiana e Democratica Slovacca – Partito Democratico (SDKU-DS), Libertà e Solidarietà (SaS), Smer-SD, Partito Nazionale Slovacco (SNS), Partito della Sinistra Democratica (SDL), Partito della Coalizione Ungherese (SMK), Partito dei Cittadini Slovacchi (SOS), Partito della Libertà di Parola di Nora Mojsejova, Partito dei Verdi, Nostra Regione, Unione dei Partiti Rom, Partito degli Imprenditori, I Verdi, Gente Ordinaria, Cambio da Basso-Unione Democratica della Slovacchia.

(La Redazione, grazie a The Slovak Spectator)

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