Chiusa la protesta nella sanità, medici di nuovo al lavoro negli ospedali

Gli ospedali slovacchi gestiti dallo Stato sono tornati ad un regime di funzionamento standard dopo che la protesta dei medici è rientrata. Il capo dell’Associazione sindacale dei medici (LOZ) Marian Kollar ha informato ieri nel pomeriggio in conferenza stampa che tutti i medici dovrebbero essere ritornati in ospedale, ma ha avvertito che in futuro che «nessun Governo potrà mai sottovalutare il dialogo con i medici e dovrà permettere che si ripeta una tale situazione».

Ci sarebbero comunque ancora diverse decine di medici che si rifiutato di tornare ai loro posti di lavoro. Kollar si è detto fiducioso che il Governo manterrà le sue promesse incluse nel memorandum firmato da entrambe le parti, e ritiene che i provvedimenti legislativi per metterlo in opera  saranno preparati al massimo entro il 26 dicembre.

Kollar ha spiegato che le prime richieste da parte loro al Governo risalgono al mese di febbraio. Il Ministro della Salute Ivan Uhliarik (KDH) aveva nove mesi per trovare una soluzione, ma si sono registrati alcuni progressi solamente a settembre quando i medici hanno iniziato a raccogliere le lettere di dimissioni, mentre una seria discussione è stata aperta solo tre settimane prima della scadenza del termine di preavviso. Il Ministro, ha accusato Kollar, non solo non ha preparato un piano di crisi, ma ha anche dichiarato lo stato di emergenza, questione che il sindacato ritiene anticostuzionale e che ha portato davanti alla Corte Costituzionale.

Dopo un lungo tira e molla, delle 2.400 dimissioni negli ospedali di tutta la Slovacchia, 1.200 sono stati i medici che effettivamente non si sono presentati al lavoro dal 1° dicembre, mettendo in ginocchio il sistema sanitario pubblico spingendo l’Esecutivo a dichiarare lo stato di emergenza in tredici distretti del Paese, costringendo al lavoro i medici (a salario ridotto) in modo da garantire le cure per i pazienti. Le questioni sul tavolo nella trattativa con il Governo erano quattro: il rispetto del Codice del Lavoro, un cambiamento del sistema di finanziamento del settore sanitario, lo stop alla trasformazione degli ospedali in società per azioni, e l’aumento dei salari dei dipendenti sanitari.

Dopo due giorni di grande confusione, il 3 dicembre è stato firmato un memorandum tra il Primo Ministro Iveta Radicova e i rappresentanti di LOZ mettendo la parola fine alla protesta.

(La Redazione)

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