Fico: pieno sostegno di Smer a modifiche al Trattato di Lisbona. SaS e SNS: fare referendum

Il partito d’opposizione Smer-SD non mancherà di dare il suo sostengo in Parlamento alle modifiche al Trattato di Lisbona e alle nuove discipline in materia fiscale dell’Unione Europea, ha detto ieri il suo leader Robert Fico in una conferenza stampa, lasciando all’attuale coalizione al Governo la scelta se ratificare le modifiche prima o dopo le prossime elezioni anticipate. «Vi daremo forniremo tutti i nostri voti a prescindere», ha detto Fico, aggiungendo che il partito non porrà alcun ricatto.

Ha però anche auspicato si sentire presto la voce dei partiti di Governo SDKU e KDH per un annuncio ufficiale anche il loro appoggio al cambiamento del Trattato, anche dopo le elezioni anticipate. «Oggi tutti si comportano come europei, ma ricordiamo loro il comportamento tenuto al momento della prima ratifica [del Trattato di Lisbona]», ha sottolineato Fico, che ha criticato la richiesta di un referendum per sentire prima i cittadini sul tema scivoloso del Trattato di Lisbona. «Sarebbe un modo molto complicato per ottenere l’opinione dei cittadini», ha notato, «i mercati e gli investitori non hanno il tempo di aspettare due anni per l’esito di un referendum».

Il partito Libertà e Solidarietà (SaS) chiede però un referendum sulle questioni fondamentali che riguardano il futuro dell’Unione Europea e dell’Eurozona, e il termine più adatto, dice il suo leader Richard Sulik, è la stessa data delle elezioni generali all’inizio di marzo 2012. SaS con questa proposta intende impedire che la sovranità della Slovacchia sulla proposta di applicare norme più rigorose di bilancio nell’UE sia ristretta ad una semplice ratifica. «Crediamo che la creazione di un’unione fiscale e l’abolizione del diritto di veto porterebbe a limitare la nostra sovranità e indipendenza», ha detto Sulik. Il partito è anche contrario alla istituzione di un nuovo Commissario UE per la politica di bilancio, che secondo il capogruppo di SaS Jozef Kollar diverrebbe di fatto un Ministro delle Finanze dell’Unione Europea.

L’idea del referendum è condivisa tra le forze politiche soltanto dal Partito Nazionale (SNS) con il suo capo Jan Slota che teme le mire espansionistiche sull’Europa del cancelliere tedesco Angela Merkel. Nessun altro partito ritiene non solo necessario, ma nemmeno utile il lancio di un referendum (chi avocando alla politica la responsabilità della decisione, chi etichettando la mossa come propaganda populista), rendendo di fatto piuttosto improbabile l’approvazione della mozione che SaS si appresterebbe a presentare al Parlamento per indire la consultazione popolare.

(La Redazione)

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