Ministero e sindacati concordano un testo unico per il nuovo contratto dei medici

La soluzione della crisi nel settore sanitario, dopo l’accordo firmato tra sindacati dei medici e Governo, si sarebbe dovuta sciogliere nel giro di pochi giorni. È invece sorto un problema, secondo i sindacati, con il fatto che il Ministero della Salute ha sollecitato le varie gestioni degli ospedali statali a sottoporre ai medici ribelli i nuovi contratti di lavoro (con le nuove condizioni accordate venerdì) ma non ha stilato un contratto tipo, facendo sì che ogni ospedale ha redatto un contratto diverso, e alcuni di questi non sono in linea con il memorandum firmato dall’Associazione sindacale dei medici (LOZ), ha informato ieri il vice presidente di LOZ Jan Sykora. Il sindacato, del resto, aveva messo già sabato mattina sull’avviso i medici di far controllare i nuovi contratti prima di firmarli.

Per la mancata coerenza di questi contratti con l’accordo governativo, molti dei medici dimissionari che avrebbero dovuto rientrare al lavoro non hanno potuto farlo per essersi rifiutati di firmare questi contratti insoliti. Per questa ragione, per esempio, non un singolo medico era rientrato all’Ospedale Universitario di Bratislava anche se i contratti già firmati dal direttore della struttura erano predisposti fin dal mattino.

Il sindacato ha informato che avrebbe provveduto a stilare un modello base da utilizzare a livello nazionale, novità che non è però piaciuta al Ministro della Salute Ivan Uhliarik. Durante una sua visita al maggiore ospedale slovacco (quello appunto di Bratislava)  si è detto convinto che i medici si avrebbero apposto la loro firma per ritornare dai loro pazienti il ​​più presto possibile. Ha però anche ricordato che lo stato di emergenza continua, e faceva quindi appello ai medici di osservare la disciplina sul lavoro.

Secondo il direttore dell’Ospedale di Bratislava, Miroslav Bucha, 330 medici non sono andati al lavoro ieri. L’ospedale garantiva comunque gli interventi di emergenza ma le cure programmate erano rinviate a tempi migliori. Il Ministro ha confermato nel corso della conferenza stampa che tutti gli ospedali in stato di emergenza stavano fornendo l’assistenza sanitaria di emergenza, mentre a Kosice, Poprad, Trencin, Martin, Ruzomberok, Skalica e Piestany venivano prestate anche le cure programmate.

Ieri in serata un nuovo incontro tra i rappresentanti dei medici e il Ministero della Salute ha portato a concordare un testo comune per il nuovo contratto quadro dei medici ospedalieri. Ora ci si può attendere che la situazione vada a calmarsi a breve e possa essere revocato lo stato di emergenza, che nelle intenzioni del Primo Ministro Iveta Radicova avrebbe dovuto essere dichiarato per un massimo di sette giorni, scaduti nella serata di ieri.

(La Redazione)

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