UniCredit Slovakia: valute dei paesi vicini deboli, sono in vista nuove ondate di turismo dello shopping

Lo sviluppo delle valute nei paesi limitrofi alla Slovacchia, dice la nuova newsletter settimanale di UniCredit Slovakia, è una prova delle preoccupazioni prevalenti sul futuro dei mercati nelle ultime settimane. Gli investitori stanno riducendo il rischio di portafoglio e, a prescindere dalle basi economiche dei diversi stati, stanno svendendo le valute dei paesi vicini. Uno scenario probabilmente molto simile di indebolimento se la Slovacchia avesse ancora la sua vecchia moneta, la corona.

La svendita delle valute sta indebolendo i tassi di cambio, ma in genere sostiene in modo significativo l’esportazione dei paesi interessati e porta più clienti stranieri a spendere. L’indebolimento del fiorino ungherese ha contribuito a ridurre i prezzi negli ultimi 4 mesi di ben il 14%, quello dello zloty polacco del 12% e della corona ceca del 6%. Il grafico allegato dà uno sguardo su come l’attuale indebolimento delle valute sosterrà il turismo dello shopping, e in quali paesi vale davvero la pena di andare a fare shopping.

Nel grafico si prendono in considerazione i livelli di prezzo nei singoli paesi e i tassi di cambio delle valute al 1° dicembre 2011. Per acquistare alimentari la destinazione più interessante per gli slovacchi è la Polonia dove, in media, si paga ben un quarto in meno. Per quanto riguarda l’Austria, il cibo è molto più costoso, in media, ma in genere di qualità superiore. Quanto ad abbigliamento e calzature, le differenze tra i paesi non sono così significative e si può ottenere uno sconto analogo in Polonia (-19,0%) e in Ungheria (-17,4%). In Repubblica Ceca, al momento, i prezzi di abiti e scarpe sono praticamente gli stessi della Slovacchia, si può notare appena un 3,6% in meno, in media. Anche per l’acquisto dell’elettronica di consumo vale la pena andare soprattutto in Polonia, che offre prodotti con il venti per cento di sconto rispetto ai prezzi di casa, spiega UniCredit.

I consumatori che vivono vicino ai confini, dunque, sicuramente apprezzano questa situazione, ma i commercianti locali, che già soffrono del calo generale della domanda sul mercato slovacco, si trovano a patire anche la concorrenza di un rafforzato turismo dello shopping. Del resto, a dimostrare che non tira una buona aria per il retail è anche il calo significativo della fiducia dei consumatori nel commercio al dettaglio come ha indicato il consueto sondaggio mensile dell’Ufficio di Statistica, dove l’indice di sentimento economico è sceso negli ultimi due mesi da 16,7 a 6,0 punti, ultimo dato di novembre.

Nel prossimo periodo, UniCredit si aspetta che prevarrà sui mercati finanziari l’avversione al rischio e le valute dei paesi vicini rimarranno ad un livello più debole nei confronti dell’Euro. Anche durante le vacanze di Natale i commercianti slovacchi saranno probabilmente costretti a ridurre i margini, perché le vendite al dettaglio continueranno ad essere influenzate da un indebolimento delle valute degli stati limitrofi.

(David Derenik per UniCredit Weekly Notes)

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