Parlamento: stop all’aumento dei salari di deputati e Pubblica amministrazione

I salari di deputati, membri del Governo e Presidente della Repubblica non cresceranno l’anno prossimo. I deputati del Parlamento hanno approvato ieri la modifica della legge sulle retribuzioni dei rappresentanti costituzionali, con il voto di ben 146 deputati su 150. Saranno inoltre congelati anche gli stipendi di presidente e vice presidenti di Corte dei Conti, Procuratore generale, Difensore pubblico dei diritti, dei capi degli organi centrali della Pubblica amministrazione e dei dipendenti statali negli uffici pubblici.

Il Presidente del Parlamento Pavol Hrusovsky (KDH) ha proposto che gli attuali deputati che saranno rieletti nelle prossime elezioni anticipate di marzo non avranno un nuovo computer portatile e una stampante, come invece sarà per quelli di nuova nomina, nell’ottica di un taglio delle spese dell’Ufficio del Parlamento. Anche salari e spese per gli assistenti dei deputati non cresceranno l’anno prossimo.

Il blocco degli aumenti non si applica però ai giudici e ai pubblici ministeri, dopo una risoluzione in tal senso presa in passato dalla Corte Costituzionale. Gli stipendi dei parlamentari sono basati sul reddito medio dell’economia nazionale, ma una modifica introdotta su proposta del suo ex Presidente Richard Sulik legava i salari alle performance del deficit del bilancio dello Stato. Più si riduce il decifit e più aumenta lo stipendio dei deputati. Il contrario quando il disavanzo pubblico aumenta. Il Ministero delle Finanze aveva stimato che grazie a questa legislazione gli stipendi dei parlamentari sarebbero potuti aumentare per il 2012 di una cifra tra 652 e 4.228 euro al mese a causa della forte riduzione del deficit di quest’anno.

(Fonte webnoviny.sk)

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