LOZ: medici, state a casa e rilassatevi. Uhliarik: se serve, mi dimetto

Anche i negoziati che si sono tenuti tra ieri e oggi tra il Governo e i sindacati medici sono finiti in un nulla di fatto. I medici rappresentati dell’Associazione sindacale dei medici (LOZ) e della Camera medica slovacca (SLK) e i massimi rappresentanti del Governo ancora sono lontani dal raggiungere un accordo, nonostante una riunione durata ben nove ore.

Milan Dragula, capo di SLK, che ha agito come mediatore, ha confermato ai media che il risultato, di fatto, sono l’entrata in vigore delle dimissioni di circa 1.200 medici ospedalieri slovacchi da oggi 1° dicembre. I medici ancora in protesta sono comunque la metà di quelli (2.400) che avevano presentato gli avvisi di dimissioni due mesi fa.

La situazione rimane molto grave, ha detto il presidente dell’associazione sindacale LOZ Marian Kollar. «Stiamo invitando medici e pazienti a non avere paura», ha detto Kollar, augurandosi di poter incontrare di nuovo i rappresentanti del Governo, aggiungendo che il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS) è responsabile di questa crisi perché ha rifiutato di aumentare l’assegnazione per l’assistenza sanitaria nella proposta di bilancio dello Stato per il 2012 in discussione forse già da domani in Parlamento. Kollar accusa il Governo di non aver preparato con cura le misure di emergenza per l’assistenza sanitaria, dicendo di voler vedere come pensano di risolvere la situazione «senza noi medici».

Il Presidente del Parlamento Pavol Hrusovsky (KDH), presente alla lunga riunione di ieri, ha definito l’incontro difficile e molto emozionale. Hrusovsky si è detto sorpreso di aver sentito i rappresentanti sindacali parlare più di soldi che di pazienti, «e ho avuto la brutta sensazione che il denaro vale più della protezione della vita e della salute delle persone», ha detto. Hrusovky è deluso per la situazione di stallo, ritenendo che la proposta di aumento degli stipendi fatta dal Governo è secondo lui molto generosa. Oggi il Presidente del Parlamento avrebbe dovuto proseguire le trattative con la Camera medica.

Il Ministro della Salute Uhliarik (KDH) ha offerto le sue dimissioni, dicendo che avrebbe fatto di tutto per fare in modo che i medici ritornino dai loro pazienti, sottolineando, tuttavia, che i sindacati hanno idee molto diverse su ciò che lo Stato può permettersi di spendere in questo momento. Da molti fronti si è chiesta la testa del Ministro, invitandolo a dimettersi, ritenuto responsabile della situazione di oggi. Era da oltre due mesi che si parlava di dimissioni in massa, ma soltanto all’ultimo minuto si è cercato un dialogo con i rappresentanti della categoria medica, dicono le accuse.

La situazione della sanità nel settore pubblico non è proprio buona. Secondo le informazioni diffuse da LOZ, sei chirurghi della Clinica pediatrica dell’Ospedale Universitario di Bratislava sono stati al lavoro per due giorni senza interruzione. Situazioni simili, secondo Kollar, si possono osservare a Presov, Banska Bystrica, Zilina, Dolny Kubin, Trstena, Lucenec, Trnava, Nitra e altre località in tutta la Slovacchia.

anche l’Unione slovacca dei medici specialisti ha aperto un altro fronte di protesta, confermando lo sciopero di oggi che in un primo momento sembrava essere stato sospeso, e molti ambulatori oggi potevano essere chiusi. I medici specialisti si sono scusati con i pazienti chiedendo loro di essere comprensivi, ma fanno ​​appello allo Stato chiedendo di versare più fondi e dare una maggiore copertura agli assicurati della sanità, fondi che sono sempre più esigui.

LOZ ha pubblicato oggi sul proprio sito web la raccomandazione che i medici i cui periodi di preavviso sono scaduti ieri se ne rimanganoa casa a rilassarsi. Non c’è nemmeno bisogno che vi affrettiate a fare la fila ai Centri per l’impiego, si legge sul sito, ci sono sette giorni di tempo per registrarsi come disoccupati. Nella versione sindacale, il Governo ha voluto portare la situazione al culmine massimo, e la situazione attuale non è responsabilità del sindacato.

Nel frattempo, dopo la risposta positiva del Ministro della Salute ceco, anche dall’Ungheria arriva il consenso a dare una mano alla sanità slovacca inviando, se e quando richiesto, medici in aiuto o curando presso le loro strutture i pazienti slovacchi. Era stato il Ministro Uhliarik a inviare la richiesta ai paesi vicini, nel caso si sarebbe arrivati alla paralisi del sistema. Il Sottosegretario alla Sanità ungherese ha confermato la disponibilità di tredici ospedali vicino al confine a dare cure ai pazienti slovacchi inviati da loro, mettendo la massima allerta alla questione, e ha invitato medici ungheresi che vogliano recarsi in Slovacchia per un’operazione di aiuto umanitario a contattare una linea telefonica dedicata. L’ungherese ha anche chiesto al Ministro Uhliarik di indire una riunione dei quattro Ministri del Gruppo di Visegrad per discutere a livello collegiale della questione.

È poi di pochi minuti fa (le 17) un’agenzia di stampa Tasr che informa che l’Associazione dei medici privati (ASL) non esclude che i suoi associati interrompano anche loro i servizi di assistenza con la possibilità di sospendere i loro contratti con le compagnie di assicurazione sanitaria. Ladislav Pasztor, presidente dell’associazione, ha avvertito che «un’ulteriore radicalizzazione delle emozioni non aiuterà nessuno, ma avvisiamo che ci sono problemi anche nel settore privato». ASL ha espresso il suo sostegno ai medici che «si battono per migliori condizioni nel settore sanitario».

(La Redazione)

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