Medici, LOZ li invita a tenere duro. Il Ministro annuncia le misure per il piano di crisi

Nonostante l’ordine emesso domenica dal Ministro della Salute Ivan Uhliarik (KDH) per tutti i direttori ospedalieri di consegnare lunedì mattina ad ogni medico un addendum al contratto che garantisca loro un aumento di stipendio di 300 euro lordi dal 2012, l’Associazione sindacale dei medici (LOZ) ha dichiarato ieri sul suo sito web che i medici non hanno firmato nessun addendum. E il sindacato afferma di avere informazioni certe già da molti ospedali in tutta la Slovacchia che i medici continuano a rifiutare l’offerta del Governo.  Il capo di LOZ, Marian Kollar, ha poi fatto appello a tutti i medici che hanno dato le loro dimissioni a rimanere fermi sulla loro decisione, annunciando una vicina vittoria nei confronti dello Stato.

Una decina di ospedali in Slovacchia si troveranno in gravi difficoltà se non viene raggiunto un accordo tra i medici e il Governo prima che scada il termine di preavviso delle dimissioni – il 1° dicembre – di circa 2.000 medici. Secondo il quotidiano Sme, i maggiori problemi tra i grandi ospedali saranno nei policlinici di Zilina, Trencin, Trnava e alla Clinica pediatrica universitaria dell’Ospedale Kramare di Bratislava. Ma anche altre strutture più piccole, come quelle di Skalica (regione di Trnava), Prievidza (regione di Trencin), Dolny Kubin, Cadca e Trstena (tutte nella regione di Zilina) si troveranno in grandi problemi.

A causa delle dimissioni, alcune delle quali già entrate in vigore, alcuni reparti ospedalieri hanno già dovuto chiudere, mentre le operazioni anche programmate sono state rinviate a tempi da definirsi. Il Ministro della Salute sostiene che il piano di crisi prevede anche il trasferimento dei pazienti verso altri ospedali vicini in caso di necessità. Sarebbero infatti state distribuite circa 280 ambulanze (e altre 50 arriveranno presto), che nelle intenzioni del Ministro dovrebbero trasportare i pazienti negli ospedali dove verranno loro fornite le cure. Anche sette elicotteri saranno in funzione per aiutare a dirimere la situazione nel caso le dimissioni di massa entrino in vigore.

Il Ministro, intanto, pare abbia avvicinato i suoi omologhi nei paesi limitrofi perché lo aiutino a fornire medici. Secondo Uhliarik, i medici negli ospedali «sono sotto una pressione enorme da parte dei sindacati». Ma ci sono stati diversi medici che hanno ritirato le dimissioni e hanno firmato l’addendum ai loro contratti», ha detto il Ministro senza specificarne il numero. Se anche 2.000 medici si dimettessero, ce ne saranno ancora circa 5.500 negli ospedali, ha osservato. Il Ministro ha anche annunciato l’istituzione di un numero verde per i pazienti che non hanno ricevuto cure a causa delle campagne sindacali dei medici.

Secondo la sociologa Sylvia Porubanova, sentita dall’agenzia di informazione Tasr, la questione degli stipendi dei medici sta alzando il livello dell’indignazione negli slovacchi. Se in un primo momento la gente aveva simpatia per le richieste dei medici, considerando del resto quali sono i livelli salariali in certe aree del centro-est della Slovacchia, stanno rischiando di trasformare questa sintonia in antipatia. Del resto, sottolinea la sociologa, gli slovacchi non hanno abitudine a questo tipo di proteste ad oltranza. La Porubanova mette in dubbio la capacità dei medici di persistere nella loro azione, non azzardando nessuna previsione.

(La Redazione)

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