Intercettazioni: Radicova e Kalinak denunciano Galko, che dice di aver trovato la talpa

L’ex Ministro degli Interni e ora deputato di opposizione Robert Kalinak (Smer-SD) presenterà una denuncia alla Procura generale per le intercettazioni della giornalista Vanda Vavrova del quotidiano Pravda. Kalinak sarebbe infatti stato registrato mentre parlava con la giornalista. Il servizio di controspionaggio militare (VOS) avrebbe, secondo l’ex Ministro, illegalmente ascoltato la Vavrova e le sue telefonate con lui. Galko ha ripreso i sistemi dei servizi segreti cecoslovacchi degli anni ’50, ha detto Kalinak dell’ex Ministro della Difesa, spiando illegalmente giornalisti e politici. Nelle telefonate, afferma Kalinak, non è stato diffuso nessun segreto di Stato, dunque non vi era ragione di tenere le registrazioni.

In base a quanto pubblicato dal quotidiano Sme, nelle telefonate Kalinak spinse la Vavrova a scrivere su questioni come l’eccesso di velocità che è stato sanzionato mesi fa al Ministro Galko. Né la Vavrova né Kalinak hanno negato l’autenticità delle registrazioni, e Galko si è spinto a dire che così è chiaro chi c’è dietro gli attacchi di Pravda al suo partito Libertà e Solidarietà (SaS). La direttrice di Pravda, Nora Sliskova, ha scritto che i sistemi usati da Galko sono da “polizia politica” e ha negato ogni influenza politica di qualsiasi partito sul contenuto del giornale che dirige.

Il capo del servizio di intelligence militare (VOS) Pavol Brychta, nel frattempo, avrebbe individuato la persona responsabile per la diffusione di informazioni riservate dall’interno del controspionaggio, compresi i dattiloscritti di telefonate intercettate. Lo ha detto in una conferenza stampa venerdì l’ex Ministro della Difesa Lubomir Galko (SaS), che è stato rimosso dal suo incarico proprio per l’”affaire” intercettazioni.

Le telefonate che proprio Robert Kalinak ha rivelato – e che dovevano essere nella disponibilità di un ristretto gruppo di persone – avrebbero aiutato molto le indagini del VOS, ha detto Galko. I componenti di quel gruppo sarebbero stati sottoposti alla macchina della verità, secondo Galko, e quando uno di loro – uno dei più alti ufficiali del controspionaggio militare – si è rifiutato di sottoporsi all’interrogatorio, è stato immediatamente trasferito in un reparto dove non ha accesso a informazioni riservate.

Kalinak ha espresso la sua sorpresa per il fatto che il Ministro può ancora accedere all’edificio del Ministero e avere accesso a informazioni dai servizi segreti, affermando che Galko rappresenta una minaccia anche per la sicurezza dello Stato, aggiungendo di aver timore dei possibili effetti delle attività di Galko nel Ministero anche se licenziato.

Galko sarebbe ancora al Ministero in quanto non è stato ancora nominato un successore al quale passare le sue consegne.

Intanto anche la Premier Iveta Radicova, che ha chiesto prontamente la testa del Ministro Galko non appena i media hanno rivelato la questione, avrebbe già presentato una denuncia penale per l’operazione dal nome in codice “Dama” (Signora), nella quale lei stessa è stata intercettata, come scrive stamane il tabloid Novy Cas, uno dei primi a scrivere dell’affare. La Radicova aveva espresso la scorsa settimana di essere sconvolta per aver appreso di essere stata spiata. Secondo alcune fonti dei media, la Premier era ascoltata per conoscere le sue valutazioni del cosidetto “caso Hayek”, una vicenda che un anno fa ha coinvolto due Sottosegretari del Governo Radicova per aver concesso commissioni di Stato all’Istituto Hayek del quale loro stessi erano membri. Uno dei due politici è Martin Chren, alto funzionario di Libertà e Solidarietà (SaS), lo stesso partito che comandava il Ministero della Difesa che ha il controllo del controspionaggio militare. Secondo il giornale, perché le indagini possano avere il loro corso, è necessario che i servizi segreti militari rimuovano il segreto sul caso, ma questo potrebbe essere fatto solo dal nuovo Ministro che deve ancora essere nominato. L’ex Ministro Galko (SaS) nega ogni suo coinvolgimento nelle intercettazioni della Radicova, ma ammette che qualcuno intercettato poteva aver avuto conversazioni per telefono con la Radicova, dunque la chiamata era registrata.

(La Redazione, Fonte Tasr / Novy Cas)

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