Alcuni ospedali già in situazione critica. Gasparovic pretende un compromesso coi medici

La lotta dei medici slovacchi per salari più alti sta per causare presto gravi effetti per i pazienti, scriveva ieri il quotidiano Hospodarske Noviny. Le operazioni già pianificate potrebbero infatti essere fermate in varie città della Slovacchia del nord. Gli ospedali a Dolny Kubin, Cadca, Liptovsky Mikulas e Trstena (tutti nella la regione di Zilina) sono in procinto di arrestare le operazioni programmate se non cambia la situazione. Se il Ministro della Salute Ivan Uhliarik non raggiunge un accordo con i medici entro fine mese, quegli ospedali [ma anche molti altri in Slovacchia – ndr] non saranno più in grado di fornire nemmeno l’assistenza sanitaria intensiva, secondo il vice-presidente della regione Jozef Strba. I pazienti potranno essere messi in lista d’attesa o trasferiti negli ospedali di Ruzomberok e Martin (sempre in regione), dato che i medici dei nosocomi di quelle località hanno ritirato le loro lettere di licenziamento.

Allo stesso modo, secondo il quotidiano Pravda, ottenere un appuntamento con un medico generico o uno specialista potrebbe essere piuttosto difficile nel mese di dicembre se le dimissioni di massa dei medici ospedalieri divenissero effettive. Nel timore che venga loro chiesto di sostituire i medici d’ospedale assenti, molti medici e specialisti stanno avvisando che saranno in ferie le prime settimane di dicembre. Inoltre, l’Unione slovacca dei medici specialisti (SLUS) ha indetto per il 1° dicembre uno sciopero dei medici privati.

Nel frattempo la Camera dei medici slovacchi (​​SLK) ha invitato l’Associazione sindacale dei medici (LOZ) e il Ministero della Salute a fare un passo indietro e smettere di giocare con la vita delle persone. «A quanto pare, non saremo in grado di fornire nemmeno l’assistenza sanitaria di emergenza [quando il preavviso dei medici scadrà]. Questo è un gioco d’azzardo con le vite umane», ha detto il presidente della Camera, Milan Dragula in una conferenza stampa. Il Ministero, secondo lui, ha sottovalutato l’unità dei medici nel dare le loro dimissioni. D’altro canto, Dragula pensa che la richiesta salariale dei medici sia esagerata, e di potrebbe trovare un compromesso intorno alla cifra offerta dal Ministro di 300 euro lordi. La Camera dei medici ha sostenuto LOZ nella sua protesta fin dall’inizio, ma lo stesso Dragula ha ritirato le sue dimissioni quando il Presidente della Repubblica ha stoppato le trasformazioni degli ospedali.

Anche il Presidente Gasparovic ha fatto appello al senso di realtà dei medici, spiegando che chiunque vorrebbe dare loro uno stipendio migliore, ma non ci sono oggi le condizioni, e si deve dunque fare i conti con l’attualità. Gasparovic ha detto che se la trattativa con il Ministero non porterà a nulla, si aspetta di vedersela lui con i medici. E ieri ha lanciato un ultimatum a Governo e sindacato dei medici per arrivare ad una soluzione entro sabato 26 novembre. In caso contrario, ha detto il Presidente, il Governo sarà forzato a dichiarare lo stato di emergenza, che potrà durare per un massimo di 90 giorni durante i quali ci sarà l’obbligo di garantire l’assistenza sanitaria. E dunque i medici saranno costretti ad andare al lavoro come al solito.

La situazione, in effetti, si prospetta piuttosto seria, dato che su circa 6.500 medici ospedalieri che lavorano in 34 nosocomi slovacchi ben 2.400 hanno dato le loro dimissioni, anche se in seguito circa 400 le hanno ritirate.

Sempre ieri, informa l’agenzia Tasr, al Ministro della Salute è stato dato l’incarico di redigere un progetto di legge per garantire il blocco della trasformazione degli ospedali in società per azioni, richiesta tra le più stringenti del sindacato dei medici. Il Ministro Uhliarik non può però garantire per gli anni a venire l’aumento di 300 euro che ha promesso, dato che oggi non è possibile sapere da chi sarà formato il nuovo Governo dopo le elezioni di marzo. E la Commissione parlamentare sanità ha chiesto al Ministro di discutere il piano previsto per il funzionamento degli ospedali nell’emergenza, cioè dopo il 30 novembre. Uhliarik ha risposto che se non si arriva prima ad un accordo con i medici, il piano verrà reso noto intorno a questo fine settimana. In particolare, i deputati hanno posto l’accento alla situazione nella regione di Zilina, che è davvero critica. L’ex Ministro Richard Rasi (Smer-SD) ha affermato che se non saranno garantiti i servizi d’urgenza e «qualcuno muore, qui saremo tutti colpevoli, ma il Ministero della Salute sarà il primo ad essere ritenuto responsabile».

Nella discussione-maratona della durata di sei ore che si è tenuta ieri tra il Governo e i rappresentanti dei medici, presente la Premier Iveta Radicova, si è arrivati perlomeno a trovare l’accordo su tre delle quattro domande dei sindacati dei medici, ma rimane aperta la questione salariale, dato che è stata rifiutata l’offerta del Ministero della Salute di un aumento di 300 euro mensile. I rappresentanti sindacali hanno detto che non avevano il mandato per accettare quella offerta, ma ne avrebbero discusso oggi. Da parte dell’Associazione sindacale LOZ è stato detto che è nel loro interesse arrivare ad un compromesso accettabile. Il Governo ha già allocato 34 milioni di euro per il possibile aumento offerto ai medici, il massimo che sia possibile fare in questo momento considerando gli sforzi di consolidamento del deficit pubblico che nel 2012 sarà comunque di quasi un punto percentuale più alto di quando desiderato.

(Pierluigi Solieri)

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