Rimosso il Ministro Galko per lo scandalo intercettazioni

Il Presidente della Repubblica ha informato oggi i giornalisti che avrebbe rimosso dal suo incarico il Ministro Galko, per lo scandalo sorto pochissimi giorni fa, dopo la seduta odierna del Consiglio dei Ministri. Con insolito tempismo, infatti, la Premier Iveta Radicova ha deciso di licenziare il suo Ministro della Difesa Lubomir Galko, uno dei maggiori esponenti del partito Libertà e Solidarietà (SaS) che le ha negato la fiducia in ottobre facendo cadere il Governo. L’occasione sono le notizie di stampa uscite lunedì sul fatto che alcuni giornalisti slovacchi sono stati intercettati dall’intellingence militare, branca dei servizi di informazione che è alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa. «Non è importante se sono legali o no, ma le intercettazioni di giornalisti sono incompatibili con i principi di base dello stato di diritto e della democrazia», ha detto la Radicova secondo Sme, e questi principi «sono la base del Governo attuale». La Radicova ha detto ai media che non ha potuto informare Galko della sua intenzione di chiedere al Presidente Gasparovic di rimuoverlo, perché il Ministro non ha risposto al telefono nonostante lei e tre dirigenti dei servizi segreti avevano aspettato di parlare con lui per almeno due ore.

Furioso il leader di SaS Richard Sulik dopo l’annuncio della richiesta di dimissioni, che ritiene «tale comportamento maleducato e scorretto» da parte del Primo Ministro, e che secondo lui è dovuto alla già iniziata campagna elettorale (che, se questo è l’inizio, c’è da aspettarsi che sarà piuttosto dura). Nel frattempo, i leader degli altri due partiti partner di Governo, Jan Figel (KDH) e Bela Bugar (Most-Hid), hanno accolto con favore la decisione della Premier, che ha inoltrare oggi la richiesta al Presidente della Repubblica per l’esonero di Galko.

Nel frattempo, uno degli spiati, Michal Gucik (direttore generale della tv TA3), ha fatto ascoltare ad una conferenza stampa una sua conversazione telefonica con il Ministro, che ha accusato il colpo, dichiarandosi scioccato che Gucik avesse registrato la conversazione (privata, afferma Galko), per poi renderla pubblica. Nella telefonata Galko parlava delle intercettazioni da parte dei servizi d’informazione militare (VOS) di Gucík e tre altri giornalisti del quotidiano Pravda. Il Ministro ha accusato Gucik di aver così infranto la legge con la registrazione.

Intanto, ieri il direttore del servizio di controspionaggio militare ha spiegato in audizione alla Commissione parlamentare di sorveglianza delle attività dei servizi di intelligence militare che i giornalisti di Pravda sono stati intercettati perché sospettati di aver partecipato ad attività criminali. Secondo il presidente della Commissione Peter Ziga (Smer-SD), i giornalisti sarebbero stati spiati perché sarebbero stati beneficiari di una fuga di informazioni sensibili dal Ministero della Difesa. Il direttore della tv TA3 Michal Gucik, invece, sarebbe stato intercettato per presunte attività economiche illegali, ha detto Ziga citando il direttore dei servizi.

I deputati della Commissione non hanno avuto però alcun dettaglio di cosa avrebbero nel concreto fatto i giornalisti interessati. Secondo Ziga, il Ministro della Difesa Lubomir Galko, interrogato in Commissione il giorno prima, ha detto che non sa se ​​i giornalisti sono stati intercettati. Ziga crede che l’unico modo di saperne di più sia una visita ai servizi di controspionaggio militare (VOS). A ieri, diceva Ziga, la Commissione ancora non sapeva se le intercettazioni erano legali o meno.

Il Sindacato slovacco dei giornalisti (SSN) è pronto a fare una denuncia immediata perchè, come ha detto il suo vice-presidente Zdenko Cho, «si tratta di una violazione dei principi democratici fondamentali, se le accuse si riveleranno essere vere».

Nell’incontro odierno tra la Radicova e il Presidente Gasparovic non è stata presa alcuna decisione sulla sostituzione di Galko, questione che sarà da riproporre presto in un successivo incontro. I servizi segreti – in particolare quelli militari – hanno come obiettivo principale la protezione, difesa e sicurezza della Slovacchia, ha spiegato la Radicova, e «qualsiasi altra intercettazione non ha alcuna giustificazione». Secondo la Premier, si sarebbe ora appreso che intercettazioni di giornalisti erano comuni durante i governi precedenti, ma questo, ha detto, non è normale. «I meccanismi di controllo sono carenti nel nostro Paese ed è giunto il momento stringere le misure per un controllo maggiore sulle attività dei servizi segreti», ha detto la Radicova.

(La Redazione)

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