17 novembre, Gasparovic: i prigionieri politici meritano il nostro ringraziamento per l’orgoglio e il coraggio

In una cerimonia di commemorazione che si è tenuta presso il cimitero di Ruzinov a Bratislava giovedì 17 novembre, festa nazionale intestata alla Giornata di lotta per la libertà e la democrazia, il Presidente della Repubblica Ivan Gasparovic ha sottolineato che i prigionieri politici dell’allora regime comunista dovrebbero essere ringraziati per aver mostrato orgoglio, coraggio e forza nonostante la perdita dei diritti civili e della loro libertà.

La cerimonia intendeva infatti commemorare i prigionieri giustiziati e torturati dal regime nel giorno del 1989 che ricorda la caduta del comunismo in Cecoslovacchia.

Alla manifestazione per ricordare la Rivoluzione di Velluto erano presenti anche il Ministro della Cultura Daniel Krajcer (SaS), il Ministro della Difesa Lubomir Galko (SaS), il Presidente del Parlamento Pavol Hrusovsky (KDH) e un certo numero di parlamentari e alti funzionari pubblici e diplomatici. Nel suo discorso Gasparovic ha affermato che non è stato facile arrivare alla libertà, e non è facile nemmeno mantenerla.

Parlando a nome dei prigionieri politici, il presidente dell’Associazione di resistenza anti-comunista, Arpad Tarnoczy, ha ricordato ai presenti che «la nostra lotta per una Patria democratica ci è costata la nostra libertà, ha portato alla schiavitù nelle carceri e dopo il rilascio ci ha fatto divenire cittadini di terza classe».

Nella stessa data molti politici erano presenti al Parlamento e al Castello di Bratislava per la Giornata di Porte Aperte che si è tenuta quest’anno per la seconda volta il 17 novembre, dando la possibilità ai cittadini di visitare i luoghi del potere politico, ma anche di interloquire e interrogare i deputati eletti. All’apertura delle porte, davanti al pubblico presente, il capo del Parlamento Pavol Hrusovsky ha rimarcato come il 17 novembre sia un giorno meraviglioso con un valore eterno. «Libertà, democrazia, Stato di diritto, sono gli attributi sui quali deve essere costruita la società per essere “sana”», ha detto Hrusovsky. Il capogruppo di SaS Jozef Kollar ha ricordato in un suo intervento che l’applicabilità della legge continua ad essere un punto dolente in Slovacchia anche 22 anni dopo la Rivoluzione. Non è mai abbastanza il contatto tra i politici e l’opinione pubblica, ha detto. «Vorrei che ci fossero più occasioni per colloqui informali con le persone, non solo il 17 novembre», ha detto Kollar.

L’agenzia di informazioni Tasr fa notare che molti politici non hanno mancato l’occasione per fare propaganda e corteggiare gli elettori in vista delle prossime elezioni anticipate. Vari partiti distribuivano al pubblico gadgets come penne e palloncini. E altri consegnavano i libri scritti dai loro leader, come SDKU che dava gratuitamente il “Blue paper” dove spiega alcune decisioni del partito, come la ragione per la quale è di vitale importanza per la Slovacchia l’approvazione del fondo di salvataggio della Zona Euro (EFSF), che alla fine ha portato la Coalizione alla disgregazione.

Il Partito Nazionale Slovacco (SNS), nel frattempo, ha cercato di raccogliere più firme possibili per la sua petizione per un referendum che chiede l’uso esclusivo della lingua slovacca come lingua ufficiale del Paese. La petizione è stata firmata da circa 280.000 persone fino ad oggi, e per indire un referendum ne servono 350.000. Il leader del principale partito di opposizione Smer-SD, Robert Fico, che ha accolto i visitatori nel suo studio di vice presidente parlamentare, ha osservato gli eventi del novembre ‘89 non possono essere visti in termini di bianco o nero. «Ci sono state sia cose buone che cattive prima del 1989. Nell’ambito dell’assistenza sociale e della giustizia, per esempio, era molto meglio allora», ha detto l’ex Premier.

Richard Sulik, capo di Libertà e Solidarietà (SaS), ha detto che il 17 novembre è uno dei giorni più importanti nella storia della Slovacchia, e ha ricordato che il suo è l’unico partito politico che non include nelle sue fila membri dell’ex Partito comunista o dell’ex Polizia segreta StB. Il 1989, ha detto Sulik, ha portato grande libertà ma anche rischi e inconvenienti.

(La Redazione)

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