Medici dialogano col Ministero della Salute sul suo memorandum di intesa

Dopo che il Ministero della Salute ha presentato la scorsa settimana ai medici in protesta un memorandum di intesa per uscire dalla possibile emergenza sanitaria che si aprirebbe se le dimissioni di circa 2.000 medici ospedalieri fossero confermate, sono stati i rappresentanti dell’Associazione sindacale dei medici (LOZ) che hanno stilato venerdì un proprio memorandum sullo stato di soddisfazione delle loro richieste al Ministero, documento che sarebbe più dettagliato, includendo anche garanzie legislative.

Il capo di LOZ Marian Kollar ha dichiarato alla stampa venerdì che nel memorandum loro propongono una diversa filosofia per la retribuzione dei medici, e hanno scritto anche delle altre richieste che tengono in scacco la discussione con il Ministero: la trasformazione degli ospedali in società per azioni, il rispetto del Codice del Lavoro e la richiesta di maggiori finanziamenti per gli ospedali dalle compagnie di assicurazione sanitaria. Il memorandum sarà consegnato, ha detto Kollar, alla Premier Iveta Radicova ed al capo della Commissione parlamentare Sanità, Viliam Novotny.

L’offerta di accordo lanciata dal Ministro della Salute Ivan Uhliarik all’associazione sindacale scadrebbe questo venerdì, dopo di che il Ministro si dice pronto a incontrarsi con il sindacato e firmare il suo memorandum, che oltre ai salari si occupa anche di misure anti-corruzione e di codice etico dei medici. Il Ministero ha proposto un aumento di stipendio base dei medici di 300 euro l’anno prossimo.

Dopo che il Presidente della Repubblica si è accordato con la Premier Radicova per fermare il processo di trasformazione degli ospedali statali in società di capitali, almeno fino alla formazione di un nuovo Governo dopo le elezioni di marzo, è stato probabilmente rimosso il maggiore ostacolo alla contrattazione tra medici e Ministero. Secondo Kollar, il memorandum del Ministro Uhliarik ha alcune proposte interessanti, come quella delle misure anti-corruzione, che indirettamente lascerebbero maggiori fondi alla gestione dei nosocomi.

Secondo LOZ sono 2.411 i medici ospedalieri che hanno presentato le comunicazioni di dimissione in 34 ospedali di tutta la Slovacchia, su un totale di circa 7.500 medici che lavorano negli ospedali del Paese. Circa 400 avrebbero poi fatto marcia indietro, ma se per gli altri 2.000 le dimissioni entrassero davvero in atto (dal 1° dicembre) il sistema sanitario pubblico andrebbe in tilt. Un piano di emergenza stilato dal Ministero prevederebbe in questo caso di accorpare molte strutture e ridurre i posti letto, riducendo di molto il servizio per i cittadini.

(La Redazione)

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