L’incredibile storia di Karl Kosiczky: venduto dal padre a 9 anni, ha girato il mondo come fenomeno da circo

Nato il 21 settembre 1918 nell’allora ungherese Prakendorf (oggi Prakovce, un villaggio di 3.400 anime vicino a Kosice nella Slovacchia orientale), Karl Kosiczky, che smise di crescere all’età di quattro anni, è morto ad Atlanta (Usa) a 93 anni il 15 novembre. Ne ha scritto la storia l’inglese Telegraph, ricordando che il bambino, al quale nel 1922 fu diagnosticato il nanismo ipofisario, recitò come gnomo nel leggendario film Il Mago di Oz del 1939 con Judy Garland.

«Mio padre tentò di tutto per farmi crescere», ricordava Kosiczky. Lo portò anche a Budapest dove i medici provarono ad “allungarlo” su una macchina estensoria, pratica che gli procurò soltanto enorme dolore. Gli fecero iniezioni di oro, lo immersero in un barile di olio di cocco. E quando si recò alle Hawaii provò anche con uno stregone, che gli disse che probabilmente era una punizione per qualcosa che forse suo padre aveva fatto in una vita precedente.

A nove anni il padre lo vendette all’impresario Leo Singer, che dirigeva una compagnia vaudeville itinerante di nani, che aveva sede a Berlino. Kosiczky confessò che il padre era felice di liberarsi di lui, che già a quell’età aveva capito che avrebbe probabilmente vissuto meglio con Singer che con i suoi genitori. A Berlino divenne parte della compagnia Nani Cantanti, che nel 1928 fece una tournée in America (e lui falsificò i documenti per dimostrare 16 anni) con grande successo. Si esibirono nei maggiori teatri degli Usa, e alle Hawaii si fermarono addirittura per tre anni. Col suo metro e 35 Kosiczky era il più piccolo membro della troupe. Nel ’39 recitò e cantò nel Mago di Oz, e poi per tre anni si esibì nello show “Original Famous Midget Singers”. Nel 1942 si stabilì a Tampa, in Florida, dove lavorò per l’imprenditore di giostre B.A. Slover presso il Royal American Carnival. Quando prese la cittadinanza americana nel 1943, Kosiczky cambiò il suo cognome in Slover. In seguito si esibì con barboncini addestrati.

Nel 1963 rientrò in Europa e si riunì con la madre, incontrando di nuovo le sorelle. Il padre era morto da tempo. Nel 2007 fu uno dei sette gnomi presenti all’inaugurazione di una stella sulla Hollywood Walk of Fame dedicata al popolo piccolo nel film Il Mago di Oz (oggi soltanto tre dei 124 piccoli attori recitanti in quel film sono ancora vivi). Oltre a Judy Garland, Kosiczky recitò accanto ad altre star del cinema della prima metà del secolo scorso, da Spencer Tracy a Cary Grant e Katharine Hepburn, da Stanlio e Ollio a Humphrey Bogart.

(La Redazione)

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